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Terzo settore, via libera alla riforma. Il governo si prende 12 mesi di tempo

Terzo-Settore

Il consiglio dei ministri ha approvato la legge delega: rispetto alle bozze passano da 6 a 12 i mesi a disposizione per i decreti attuativi. Il premier Renzi: “Una svolta”

ROMA – Il consiglio dei ministri ha approvato la riforma del terzo settore. Lo ha riferito il premier Matteo Renzi in conferenza stampa al termine della riunione del governo.
“Il cdm ha approvato il disegno di legge sul terzo settore mantenendo l’impegno che avevo preso ad aprile”, ha detto il presidente del Consiglio ricordando che tra le misure vi sono “servizio civile universale, 5 per mille stabilizzato per legge, obbligo di trasparenza per le associazioni, riforma del codice civile. E’ un grande momento di svolta”. Non ci sarà oggi l’annunciata conferenza stampa per illustrare i contenuti del provvedimento da parte del ministro Poletti, contrariamente a quanto detto ieri dal premier Renzi.

Rispetto alle bozze circolate soprattutto negli ultimi giorni, il governo amplia il periodo utile per emanare i decreti attuativi: erano sei, saranno in realtà dodici. dal momento dell’entrata in vigore della legge successiva all’approvazione del testo da parte del Parlamento.

Il testo del disegno di legge approvato, fa sapere la nota ufficiale di Palazzo Chigi, attribuisce al Governo la delega ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delega, uno o più decreti legislativi recanti il riordino e la revisione organica della disciplina degli enti privati del Terzo settore e delle attività che promuovono e realizzano finalità solidaristiche e di interesse generale, anche attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale in attuazione del principio di sussidiarietà, al fine di sostenere la libera iniziativa dei cittadini associati per perseguire il bene comune, elevare i livelli di cittadinanza attiva, coesione e protezione civile, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona e valorizzando al contempo il potenziale di crescita ed occupazione del settore.

Fonte: Redattore Sociale

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