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Toscana, ogni anno 500 mila prestazioni di accompagnamento sociale

Nella regione il 90% del trasporto sociale viene effettuato dai volontari. La vicepresidente Saccardi: “Un servizio per i più fragili, ma serve una normativa per valorizzare il ruolo del volontariato”

FIRENZE – Il trasporto sociale, in Toscana, viene effettuato nel 90% dei casi da volontari. Sono state circa 500 mila le prestazioni di accompagnamento gratuito nel 2013 erogate da associazioni, Società della Salute e Comuni. Coinvolgono complessivamente circa 6 mila persone. Si tratta perlopiù di anziani che vanno nelle Residenze sanitarie assistite oppure ospiti di centri diurni o case d’accoglienza. O ancora studenti disabili che vanno a scuola o magari persone non autosufficienti che vanno a pagare le bollette.

Per studiare a fondo il sistema del trasporto sociale, l’Osservatorio Sociale Regionale ha realizzato il rapporto ‘Il Trasporto sociale in Toscana,’ una delle prime indagini di questo tipo a livello nazionale. Sfogliando l’indagine emergono le caratteristiche del trasporto sociale toscano che presenta elementi di omogeneità (ricorso al volontariato, tipologia di prestazioni, condizioni degli utenti) ma anche di disomogeneità (tipo di gestione, tipo di ente gestore, modalità gestionali, criteri di accesso), dovuti sia alla mancanza di un quadro normativo completo e chiaro, indispensabile per definire gli aspetti generali e per uniformare criteri di accesso e regole di compartecipazione al costo, che alle specificità locali cui risponde il servizio.

“Il trasporto sociale – ha detto la vicepresidente della Regione Toscana con delega al welfare Stefania Saccardi – è al servizio di tante persone, specialmente quelle più fragili. Ma ci sono ancora tanti punti chiave da affrontare, soprattutto in tema di normativa, ma anche di valorizzazione del volontariato, che ne è la forza trainante. Trovare regole certe ed omogenee è diventato elemento imprescindibile, soprattutto alla luce delle prescrizioni europee in materia. La Regione – ha concluso – è pronta sotto questo profilo a svolgere il proprio ruolo di coordinamento perché si tratta di un settore che deve poter continuare a fornire la propria opera in modo sicuro”.

Fonte: RedattoreSociale

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