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Associazioni sportive dilettantistiche, tracciabilità nei pagamenti

L’associazione sportiva dilettantistica non è obbligata alla tenuta di un registro cassa per i pagamenti inferiori a 516 euro. È quanto emerge dalla Sentenza n. 296/03/14 della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia.

Sport dilettantistico con pagamenti tracciati. Ma solo per i versamenti e gli incassi da soggetti terzi di importo superiore ai 516 euro. La mancata tenuta di un registro dei prelievi non fa decadere dalle agevolazioni che la legge n.398/1991 prevede a favore delle associazioni sportive dilettantistiche.

E’ quanto stabilito dalla Commissione Provinciale Tributaria di Reggio Emilia con la Sentenza n.296/3/14, depositata lo scorso 23 giugno.

Una squadra di calcio a 5 era stata raggiunta da una contestazione fiscale ai fini Ires, Irap e Iva per oltre 43 mila euro. L’Agenzia delle entrate aveva infatti negato le agevolazioni tributarie di cui alla Legge n.398/1991 in quanto l’associazione aveva effettuato pagamenti in contanti ai propri atleti per somme inferiori a 516 euro senza aver attivato una prima nota cassa. L’articolo 25 della Legge n.133/1999 stabilisce che i pagamenti a favore di società, enti e associazioni sportive dilettantistiche e i versamenti da questi effettuati debbano essere eseguiti, se di importo superiore al vecchio milione di lire (ossia 516,46 euro), “tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli”, pena la decadenza dai benefici fiscali di cui alla legge n.398/1991.

A parere del fisco, la prassi di effettuare prelievi per importi anche superiori a 516 euro per l’effettuazione di tutti i pagamenti in contanti agli atleti, ripetuti più volte nel corso dello stesso mese e con rilascio delle relative ricevute (mai più di 500 euro per volta), nascondeva una volontà elusiva. Tesi però non condivisa dalla Ctp. ” L’articolo 25 della legge n.133/99 non fa alcun riferimento alla sommatoria di prelievi per pagamenti elargiti”, recita la sentenza, “riferendosi espressamente a incassi e pagamenti provenienti o a favore di soggetti terzi, con riferimento ad ogni singola operazione”.
Il Collegio emiliano rileva quindi che la norma non obbliga le A.s.d. a tenere un registro cassa per i pagamenti inferiori a 516 euro.

http://www.figcabruzzo.it/?p=412

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