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Altro che crisi, il non profit a Lecco è ricchezza

Il non profit, in Provincia di Lecco, rappresenta un settore sempre più importante: sono circa seimila i lecchesi impiegati in questo ambito, ai quali si aggiunge l’impegno di migliaia di volontari. La crisi economica ha un po’ rallentato la “corsa” intrapresa da questo comparto fin dai primi anni Novanta, ma non è stata in grado di interromperla. Lo rileva l’indagine effettuata dall’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro, che si è soffermato in modo particolare sul ruolo del non profit nel sistema occupazionale del territorio lecchese. In questo settore, come rilevato dal Gruppo Clas, che si è occupato di elaborare i dati disponibili, operano associazioni culturali, ricreative, sportive e di solidarietà; organizzazioni di volontariato e non governative; fondazioni; istituzioni sanitarie, educative e di formazione, di studio e ricerca; sindacati e associazioni di categoria; partiti politici. Insomma, una vastissima varietà di argomenti e finalità. Nel 2011 il censimento in Provincia di Lecco ne ha rilevate 2.250, 800 in più rispetto a dieci anni prima. La gran parte (oltre 1.800, 81%) opera senza addetti e si avvale esclusivamente di volontari. Ma oltre 120 non profit hanno 10 o più collaboratori, soci lavoratori e dipendenti. Il dato di maggior rilievo è rappresentato dai posti di lavoro presenti nel settore non profit nel lecchese: da 3.800 unità contabilizzate nel 2001 si è saliti a 5.700 nel 2011 e nel 2013 hanno sfiorato le 6.000.

«Il sistema del non profit rappresenta crescita e sviluppo – ha spiegato il segretario generale della Camera di Commercio, Rossella Pulsoni -. Non solo in termini economici, ma anche per quanto riguarda l’assorbimento di figure professionali a forte contenuto specialistico. Solo alla Nostra famiglia ci sono oltre seicento dipendenti, mentre il Consorzio Consolida ne conta oltre duemila: anche queste cifre permettono di comprendere il livello di bisogno in questi ambiti e le prospettive di crescita del comparto, anche in funzione del ridimensionamento delle risorse dedicate a questi settori dagli enti pubblici» Gianni Menicatti, estensore dell’indagine per il Gruppo Clas, si è invece addentrato nei dati rilevati. «Il non profit pesa in modo sempre più consistente nella nostra struttura occupazionale: siamoquasi al 5% del totale, una incidenza che negli ultimi due anni è cresciuta, in controtendenza rispetto ad altri settori. Nel complesso ci sono numerose cooperative sociali, sul territorio lecchese, che contano oltre cento dipendenti, tra i quali ci sono anche laureati in ambito sanitario, che si orientano su questo tipo di soluzione occupazionale perché altrimenti resterebbero privi di lavoro. Da rilevare anche che una quota importante dei lavoratori è costituita da donne».

FONTE: TERZO SETTORE TV

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