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Servizio Civile: nuovo bando

L’Ufficio nazionale del servizio civile è pronto a lanciare entro maggio un nuovo bando progetto. La capienza è ancora da stabilire. Certamente saranno incluse le 3.510 posizioni che, malgrado la copertura finanziaria già assicurata, per ragioni contabili non sono entrate nel bando nazionale volontari dello scorso 16 marzo, ma nemmeno nella sua “coda” da 1.046 posti pubblicata negli scorsi giorni e finanziati grazie alla disponibilità che alcune Regioni (in primis Liguria e Valle d’Aosta, ma anche sebbene in modo parziale: Calabria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia e Toscana) hanno dato affinché le loro “eccedenze” fossero destinate ad altri territori (Campania, Sicilia e provincia di Trento) dove il numero dei posti finanziabili è stato superiore a quelli effettivamente finanziati. In soldoni ad oggi « mancano all’appello 3.510 posti ancora finanziabili, per un totale di circa 19 milioni di euro congelati», taglia corto Enrico Maria Borrelli, presidente di Amesci e del Forum Nazionale Servizio Civile.  Per ragioni amministrative questi posti non sono stati e non potranno nemmeno nelle prossime settimane essere accorpati al treno del bando nazionale 2015. Da qui l’idea dell’Ufficio nazionale di promuove un’altra call-progetti su cui convogliare anche gli avanzi di bilancio del budget di Garanzia Giovani relativi al servizio civile. Una matassa un pizzico (ma forse non solo un pizzico) complicata da sciogliere. Da qui l’appello della Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile): «Chiediamo che Governo, Regioni e Province Autonome, a legislazione vigente, rivedano‎ gli accordi e definiscano una nuova modalità che abbia come obiettivo il tempestivo impiego‎ delle risorse statali disponibili venendo incontri alle attese dei giovani, alle opportunità educative e di contributo alla società italiana che il SCN è capace di produrre. Ci pare utile però poi  segnalare questa vicenda, anche in considerazione del fatto che in Parlamento proprio in questi giorni si sta‎ votando il testo di riforma del Terzo Settore e di disciplina del Servizio Civile Universale, per sottolineare la necessità di una governance certa ed attenta a coinvolgere i vari livelli istituzionali ma nella chiarezza della direzione statale».  

Fonte: Vita

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