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Cresce il valore del lavoro volontario: un’ora vale 23 dollari

Il lavoro prestato gratuitamente non è senza valore, anzi. Negi USA ne sono talmente convinti che ogni anno calcolano con precisione quanto pesa dal punto di vista monetario un’ora di lavoro volontario, e hanno appena stabilito che nel 2014 la cifra è cresciuta ancora, arrivando a 23,07 dollari (+2,3% rispetto al 2013). Per dare un’idea il salario minimo legale del settore privato negli Stati Uniti è di 7,25 dollari l’ora. A fare i conti è l’istituto Independent Sector (IS), organizzazioni di advocacy con sede a Washington D.C. che si occupa appunto di aggiornare il dato anno per anno e stato per stato, stabilendo così il valore massimo – che si raggiunge proprio nella capitale ed è pari a 39,86 dollari – e quello minimo, fatto segnare in Arkansas con 19,31 dollari.  Il dato è in continua crescita: se infatti nel 2001 un’ora di lavoro volontario valeva 16,27 dollari, nel 2008 si sfondò per la prima volta il muro dei 20 dollari e oggi si è arrivati a superare in media i 23. In base alle statistiche dell’Istat del lavoro americano, il Bureau of Labor Statistics (BLS), il settore non profit impiega 11,4 milioni di lavoratori, pari a oltre il 10% della forza lavoro complessiva e al 5,4% del Pil. Ma i volontari sono molti di più: circa 62,6 milioni – ovvero il 25% della popolazione maggiorenne – che hanno svolto nel 2013 ben 7,7 miliardi di ore di lavoro non retribuito per un controvalore di 173 miliardi di dollari (fonte: Corporation for National and Community Service-CNCS). Tra l’altro negli Stati Uniti si ta celebrando la Settimana nazionale dei volontari -National Volunteer Week, iniziata il 12 aprile, che terminerà il 18. I parametri in base ai quali viene calcolato il valore monetario di un’ora di lavoro volontario si basano sul guadagno medio orario annuale di tutti i lavoratori addetti alla produzione di livello non direttivo del settore privato (agricoltura esclusa), secondo i dati ufficiali del Bureau of Labor Statistics, aumentati del 12% per tenere conto di eventuali fringe benefits. Tale numero viene poi spesso utilizzato dalle charities per misurare il valore sociale o impatto della loro attività sulla vita delle comunità in cui operano.

Fonte: Vita

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