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Festa della solidarietà, Roma alla scoperta del bene: “Ce la possiamo fare”

L’evento si terrà in piazza San Giovanni dal 24 al 29 giugno. Benigni (presidente Lumen gentium onlus): “Ritrovarsi come comunità di Roma e riflettere sull’identità solidale della città. Abbiamo scelto il linguaggio della festa e della leggerezza”

Ritrovarsi”. E’ questa la parola che più di tutte racchiude il senso e le motivazioni della Festa della solidarietà che si terrà a piazza San Giovanni a Roma dal 24 al 29 giugno. Un programma articolato e scandito nell’arco delle sei giornate, che punta a illuminare il tanto di positivo che c’è. “Ritrovarsi come comunità di Roma, senza vessilli ideologici preconfezionati”, dice Giorgio Benigni, presidente dell’associazione culturale Lumen gentium onlus che, insieme alla diocesi di Roma e con la partecipazione di tante realtà e associazioni, organizza l’iniziativa. E “scoprire ciò che la gente fa, ad esempio il birrificio dei detenuti o i servizi delle Acli nel loro lavoro continuo di interazione con le istituzioni. Portare alla luce ciò che di buono e di creativo c’è”Ritrovarsi vuol dire anche “rinascita intellettuale e morale, in risposta all’appello del Papa – spiega Benigni -. Non solo buon cuore, c’è bisogno di inventiva, di competenze, di inventarsi forme nuove. Per fare il bene bisogna saperlo fare”. Le sei giornate romane sono anche “una festa contro la paura (degli immigrati, del diverso…). Ce la possiamo fare – prosegue  Benigni -, abbiamo energia, cuore e testa che ce la possono far fare. L’energia deve venire fuori”. 

Una festa, dunque, per accendere una luce sul volto solidale di Roma. “Abbiamo fortemente voluto che la comunità cristiana di Roma si ritrovasse intorno a due date importanti del calendario liturgico (il 24 e il 29 giugno, rispettivamente festività di San Giovanni e dei santi Pietro e Paolo) per riflettere sull’identità solidale della città, che i fatti di cronaca hanno logorato, e per riflettere sui progetti che vogliamo mettere in piedi: questo sarà il centro della riflessione, aperta a tutti. Avremmo potuto farlo con un convegno, ma volevamo festa e leggerezza”. Al centro delle sei giornate c’è la mensa solidale, nel segno dell’apertura a chi non può fare mai festa. E poi gli stand in piazza gestiti dalle varie realtà associative, gli spettacoli, i dibattiti in piazza, la cattedrale aperta. “C’è stato bisogno di una gestazione lunga e di un percorso di persuasione per far ritrovare tutti insieme: vogliamo sfidare la tendenza preponderante per la quale ognuno va per conto suo”. 

Quali sono i numeri della Festa? Quante le persone coinvolte? “C’è stata, via via, una lievitazione naturale – riferisce il presidente della Lumen Gentium onlus -, non troppo accelerata. Le associazioni promotrici sono una quindicina e una cinquantina sono gli organizzatori. Ci aspettiamo che i volontari siano tanti per gestire al meglio, grazie al loro aiuto, le sei giornate”. A questo proposito è a disposizione un indirizzo di posta elettronica al quale chiunque voglia dare una mano, prestare un servizio, mettersi a disposizione per questo grande appuntamento con la solidarietà può presentarsi come volontario: [email protected].   

Che succederà all’indomani delle sei giornate? Come si pensa di utilizzare in maniera proficua questa energia, il ritrovato coraggio e questa inedita collaborazione? “La Festa è un tentativo che non si è mai fatto – risponde Benigni –. Tutte le energie sono concentrate per la sua buona riuscita, e sapremo il 30 giugno come sarà andata. Certo è che nessuno di noi pensa a costituire un movimento. E’ vero che questa rete può creare forme nuove, questo sì. Attivare una sinergia per intraprendere cose nuove, questa è la speranza fondamentale”.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/486128/Festa-della-solidarieta-Roma-alla-scoperta-del-bene-Ce-la-possiamo-fare

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