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Infanzia: il Parlamento manca di umiltà

Nella relazione al parlamento il Garante per l’Infanzia chiede una cabina di regia unica, non un ministero ma un sottosegretario con delega. E alla politica dice “siate più umili, ascoltate il Terzo settore”

Vincenzo Spadafora, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha presentato ieri la sua Quarta relazione al Parlamento. Si tratta dell’ultima relazione del mandato di Spadafora, che è stato il primo Garante nazionale dell’Italia. La Relazione ha un titolo significativo: “L’Italia delle parole: promesse mancate e futuro da inventare” ed è l’occasione per fare qualche sottolineatura. La prima riguarda la scarsa umiltà di Governo (Spadafora nel suo mandato ne ha visti quattro) e Parlamento sui temi legati all’infanzia: «Le osservazioni, i suggerimenti e anche le critiche che arrivano da questi mondi mi hanno sempre aiutato a svolgere con maggiore consapevolezza ed efficacia il mio lavoro. Credo che anche il Parlamento e il Governo dovrebbero, in modo più costante e strutturato, ascoltare le loro istanze che nascono da esperienze ormai decennali e propongono buone prassi che potrebbero essere assunte a livello nazionale. Questo permetterebbe di evitare gli errori che spesso si commettono proprio per non avere l’umiltà di affidarsi a chi da più tempo conosce certe problematiche e può essere in grado di suggerire soluzioni possibili». E ancora: «Le associazioni e le organizzazioni del Terzo Settore sono per molti territori l’unica chance per realizzare i progetti e gestire servizi. Non credo che la privatizzazione del sociale sia la strada da percorrere, ma è certamente vincente la stretta collaborazione tra Stato e Terzo Settore dove però lo Stato svolge il suo ruolo e non delega, deresponsabilizzandosi, le proprie competenze al Terzo Settore».

Una regia politica unica sui minori.

La prima: è urgente e necessario «costituire una cabina di regia politica e gestionale unica sulle tematiche dell’infanzia; ridisegnare, cioè, la governance dei processi decisionali e dei finanziamenti che riguardano bambini e adolescenti». Si tratta di una semplificazione dell’“albero delle competenze” di cui non si capisce perché «nessun Governo negli ultimi anni abbia compiuto tale scelta», che porterebbe solo benefici. Molti, dice Spadafora, «e tra questi ci sono certamente anche io», attribuiscono la mancata costituzione di una cabina di regia unica «alla superficialità di analisi unita al disinteresse per il tema ovvero alla necessità di disporre di un maggior numero di deleghe da distribuire». Spadafora, che nel suo mandato ha visto avvicendarsi quattro Governi, chiede un sottosegretario con delega specifica incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e non un Ministero ad hoc: «è indispensabile stabilire, e subito, che debba sempre esserci in ogni Governo un Sottosegretario con una delega specifica e un Dipartimento che funga da cabina di regia, la cui sede naturale dovrebbe essere la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Considerare cioè la delega sul mondo dell’infanzia e dell’adolescenza “pesante”, al pari di altre deleghe. La creazione di un Ministero ad hoc andrebbe invece nella direzione opposta a quella della semplificazione».

Piano Infanzia

Per la legge dovrebbe essercene uno ogni due anni: dovremmo essere quindi all’ottavo, mentre in realtà stiamo elaborando il quarto. E tuttavia il problema è che «i Piani di azione non dispongono di risorse espressamente dedicate». Per il Garante il Piano «dovrebbe rispecchiare una strategia complessiva chiara, evidenziare le diverse azioni prioritarie, prevedere risorse adeguate e soprattutto individuare specifiche responsabilità di attuazione e una regia efficace nella fase di monitoraggio. La sensazione, invece, è che ci si muova su più piani paralleli che quindi, per definizione, non si incontrano tra loro. Nel Piano si scrivono le proposte, ma poi altri sono i luoghi in cui si decide davvero e paradossalmente ancora altri sono i soggetti che gestiscono la maggior parte dei fondi».

Le segnalazioni

Il numero di segnalazioni arrivate al Garante è aumentato in maniera costante: sono state 45 nel 2012; 193 nel 2013 e ben 506 nel 2014. I problemi più denunciati riguardano situazioni familiari: le segnalazioni su figli contesi sono state 110, 21 le Sottrazioni Internazionali, 137 quelle su Media & Minori.

http://www.vita.it/it/article/2015/06/23/infanzia-il-parlamento-manca-di-umilta/135596/

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