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Fermare l’azzardo colpendolo al cuore: subito il divieto di pubblicità

Se la pubblicità è l’anima del commercio, l’azzardo non fa eccezione. Colpirne la pubblicità, vietandola in modo totale e assoluto, significa assestare un primo colpo a un castello finanziario che a oggi muove 84,5 miliardi di euro l’anno e ne investe in pubblicità non meno di 2.
“Fermiamo l’azzardo. Un appello in quattro mosse”. Titolava così, il 2 aprile scorso, il quotidiano Avvenire, presentando il documento comune di contrasto al gioco d’azzardo siglato dalle associazioni no slot.
Al primo punto, una richiesta precisa e chiara:
“Occorre stabilire un divieto di pubblicità all’azzardo in qualunque forma e luogo”.

La società civile dice “basta!”
Per ribadire questo impegno. rilanciare l’appello su un territorio importante come quello di Milano e fare il punto sul “dove siamo” venerdì scorso 6 novembre si è tenuta una riunione aperta a cittadini e associazioni presso lo spazio Olinda, all’ex Ospedale Psichiatrico “Paolo Pini” di Milano.
Il divieto di pubblicità totale è un primo passo, ma è un passo importante per contrastare la deriva di un azzardo che sta sempre più minando il tessuto sociale italiano. Si tratta inoltre, dopo anni di “buone cause” e “belle parole”, di un obiettivo concreto e per nulla secondario, come sanno tutti coloro che si sono impegnati e si impegnano attivamente in questa battaglia. Una battaglia in cui i territori chiedono di essere chiamati alla loro parte di impegno in quella che si sta configurando come una grande prova di impegno civile.
A “Le voci dalla città, l’impegno della società civile nel contrasto all’azzardo” – questo il titolo dell’incontro operativo – hanno partecipato tra gli altri don Armando Zappolini (Campagna Mettiamoci in gioco), Riccardo Bonacina (Associazione Movimento No Slot), Simone Feder (Campagna educativa Per gioco non per azzardo), Marco Mascellani (Slot Mob), Giovanni Endrizzi (senatore, M5S), Lorenzo Basso (onorevole, PD).

Eppur si muove
Dal Governo, nel frattempo, sono arrivate aperture.
Giovedì scorso, il viceministro all’Economia Enrico Morando ha assicurato che, nel caso si trovi un testo comune tra Pd e M5S che riguardi la pubblicità e non risulti la necessità di una copertura, c’è la disponibilità del Governo a sostenere la legge e darle un iter preferenziale.
Così l’onorevole Lorenzo Basso (PD) ha commentato questa apertura:

“Siccome è già stato acclarato che è una proposta a costo zero, anzi con le sanzioni ai trasgressori potrebbe addirittura incrementare le entrate fiscali, e l’accordo tra i proponenti già esiste possiamo dire che il Governo appoggia la proposta. Finalmente abbiamo sbloccato una situazione che era da mesi impantanata.”

Meno ottimista, ma come sempre pragmatico il senatore pentastellato Giovanni Endrizzi:
La pubblicità ha un ruolo preciso nel collasso e nella costruzione non solo di un immaginario, ma della gabbia che permette di mantenere alti i livelli di produttività di chi specula sulla gente.
Ciò che conta, oggi, ha precisato don Armando Zappolini, portavoce della Campagna Mettiamoci in Gioco, è che

“Il no, forte e deciso, alla pubblicità del gioco d’azzardo, un “no” che viene dalla società civile si sta sentendo e sta, poco per volta, facendosi largo anche nella cresciuta consapevolezza dei rappresentati politici e istituzionali, nonostante la resistenza di una lobby che in qualche modo è impastata col mondo dei media. Ma ce la faremo, qualcosa è cambiato e l’aria che tira, pur nelle difficoltà, ci fa capire che davvero possiamo ottenere obiettivi importanti, se marciamo uniti”.

Vita: http://www.vita.it/it/article/2015/11/09/fermare-lazzardo-colpendolo-al-cuore-subito-il-divieto-di-pubblicita/137300/

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