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Azzardo: singolare accordo tra Adiconsum e Unibet

La Cisl gioca d’azzardo: quel singolare accordo tra Adiconsum e Unibet

Che cosa c’entrano un’associazione a difesa dei consumatori, il sindacato Cisl che l’ha costituita e promossa e una società di scommesse e casinò online con sede a Malta? Niente, direte. Eppure, questi soggetti hanno stretto un accordo che fin dal nome sembra una beffa: “Diventa giocatore sociale”. Miopia? Conflitto di interessi? “Giochi sociali” convergenti?

Ti aspetteresti molto, da un’associazione di difesa dei consumatori. Ancor di più ti aspetteresti se questa associazione si chiama Adiconsum ed è un’emanazione della Cisl. Tutto, però, ti aspetteresti, fuorché vedere Adiconsum e Cisl stringere un accordo con una società di gioco d’azzardo, Unibet, multinazionale delle scommesse sportive e dei casinò online, con sede a Malta, per promuovere un singolare e sintomatico progetto dal fantasmagorico titolo: “Diventa giocatore sociale” (qui l’iniziativa sul sito di Adiconsum).

“Occorre far riacquistare al gioco la sua funzione sociale che lo ha da sempre contraddistinto – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – ovvero quello di accompagnare l’essere umano lungo la sua esistenza, stimolando lo sviluppo sia della creatività che dell’intelligenza”. Ciò che Giordano non dice è che di sociale, nell’azzardo, c’è ben poco. Ma in fondo, non fa che ripetere la litania dell’ex segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni che nel dicembre scorso, in un convegno a cui presero parte l’onorevole Binetti e il sottosegretario Baretta, oltre a molti gestori di slot, affermava: “Occorre far emergere il valore sociale in un settore che dà lavoro a tanta gente ma che soprattutto è legale”. Abbiamo letto bene: il “valore sociale” di slot e macchinette. Che cosa significa “far emergere il valore sociale di un settore”? Fargli pubblicità? Legarlo al welfare? Parlarne bene a prescindere?

Sarebbe interessante conoscere i termini dell’accordo, le tempistiche,le modalità di relazione. Ma ancor più interessante sarebbe avere una risposta chiara alla domanda: che c’azzecca la Cisl con l’azzardo? “C’azzecca, c’azzecca”, direbbe Totò.

Se tanti indizi fanno una prova, di indizi ne abbiamo visti a sufficienza in questi mesi: dall’accanimento terapeutico dell’ex Cisl Pier Paolo Baretta, sottosegretario con delega ai giochi, che tutte le ha tentate per disarticolare gli interventi noslot di regioni e comuni, fino al tentativo nel dicembre scorso di rianimazione della legge delega oramai decaduta da parte di un altro ex segretario provinciale Cisl, il senatore Santini, alle perorazioni pro-gioco di Bonanni, alle code lunghe di tanti senatori di “area dem”. Ricordiamo che la questione dei limiti alla pubblicità del gioco d’azzardo, stabilita nella Legge di Stabilità 2016, passerà inevitabilmente dal tavolo di Baretta: c’è da decidere sull’effettività e le eslusioni del divieto di pubblicità nelal fascia oraria 7-22, nelle trasmissioni generaliste in televisione. Che cos’è una trasmissione generalista? Di questo si occuperà il Ministero dell’Economia, con apposito decreto da emanare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016.

In base alla Legge di Stabilità Stabilità 2016 (articolo 939) è da considerarsi vietata la pubblicità “di giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radiofoniche e televisive generaliste, nel rispetto dei principi sanciti in sede europea, dalle ore 7 alle ore 22 di ogni giorno. Sono esclusi dal divieto di cui al presente comma i media specializzati individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, nonché le lotterie nazionali a estrazione differita di cui (…) e le forme di comunicazione indiretta derivanti dalle sponsorizzazioni nei settori della cultura, della ricerca, dello sport, nonché nei settori della sanità e dell’assistenza”.

Il divieto di pubblicità dalle 7 alle 22, per trasmissioni televisive e radiofoniche e generaliste rappresenta la più grande novità. Voci da noi raccolte ci confermano che questa fascia oraria allargata non solo non era assolutamente preventivata, ma ha gettato nello scompiglio molti operatori di settore e molti dei funzionari che con questi, quotidianamente, concertano norme e regolamenti.

Come deciderà il sottosegretario Baretta? Ricordiamo che Unibet è fortemente attiva nell’ambito della pubblicità dell’azzardo e delle sponsorizzazioni. Sociali e non. Qualcuno ricorderà anche la sua famosa campagna, tacciata di sessismo e cattivo gusto, “Io me la gioco”.

Chissà che cosa penseranno i 149.375 associati che Adiconsum dichiara di avere. Sono loro il target della campagna? O si tratta, come al solito, di distrarre Tizio, perché nessuno importuni Caio?

Insomma, che c’azzecca la Cisl e che c’azzecca Adiconsum con l’azzardo? Non fatevi ingannare da quel “sociale”: le cose vanno chiamate col loro nome, se si ha il coraggio di farle. Noi, questo accordo, lo chiamiamo così: l’ennesima presa per il naso dei cittadini.

Fonte: Vita
http://www.vita.it/it/article/2016/01/25/la-cisl-gioca-dazzardo-quel-singolare-accordo-tra-adiconsum-e-unibet/138020/

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