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Tel Aviv: sconto se il cibo è condiviso da arabi e israeliani

La diplomazia dell’humus: a Tel Aviv sconto se il cibo è condiviso da arabi e israeliani

L’idea è di Kobi Tzafrir, ebreo israeliano: “I giornali, le televisioni, i social network parlano continuamente di estremisti, e sembra che qui tutto sia brutto e pericoloso. Voglio dimostrare che non è così: generalizzare è sbagliato”

Per chi non lo sapesse, lo humus è una salsa a base di pasta di ceci e pasta di semi di sesamo, aromatizzata con olio di oliva, aglio, succo di limone e paprica, semi di cumino in polvere e prezzemolo finemente tritato. È molto diffuso in tutti i Paesi arabi, ed è un classico anche della cucina israeliana. Kobi Tzafrir è il proprietario di un humus bar in un centro commerciale a Kfar Vitkin, a nord di Tel Aviv, ed è la mente di quella che è stata ribattezzata ‘la diplomazia dell’humus’: nel suo locale propone lo sconto del 50 per cento sull’humus se condiviso, allo stesso tavolo, da un arabo e da un ebreo. Un humus servito kosher e halal. L’annuncio dal profilo Facebook: “Hai paura degli arabi? Hai paura degli ebrei? Da noi non ci sono né arabi né ebrei: da noi ci sono solo esseri umani, un eccellente humus arabo e un magnifico falafel israeliano”. Il post è stato condiviso oltre 8 mila volte, e l’iniziativa ha fatto il giro dei media mondiali, dagli Stati Uniti al Giappone.

L’idea a Tzafrir è venuta il 13 ottobre, nel pieno della nuova ondata di violenza che ha colpito Israele. “I giornali, le televisioni, i social network parlano continuamente di estremisti, e sembra che qui tutto sia brutto e pericoloso. Voglio dimostrare che non è così: generalizzare è sbagliato”, spiega. Tzafrir è un ebreo israeliano, appassionato di humus ed estremamente fiducioso nei poteri di questa salsa. Cresciuto nella periferia di Tel Aviv, è cresciuto con l’humus confezionato, comprato ai supermercati. Ma a 20 anni, l’epifania, con il primo piatto di pasta di ceci servita caldissima in un ristorante arabo. “Se mangi del buon humus, ti innamori di chi l’ha preparato. L’ultimo tuo desiderio è di volerlo accoltellare”.

L’humus bar di Tzafrir è aperto dalla scorsa estate e da quando ha annunciato l’iniziativa ribattezzata ‘Peace of hummus’ è già stata sfruttata diverse volte, e gli affari sono aumentati del 20 per cento, “merito anche dei tanti giornalisti locali e internazionali arrivati per raccontare la sua storia”, sorride, e spiega che la sua idea, nata per durare solo qualche settimana, visti i buoni risultati probabilmente durerà per sempre.

Shooky Galili, giornalista di Tel Aviv, ma anche storico e amante dell’humus (si autodefinisce humus-attivista, suo il sito www.humus101.com) spiega come l’humus abbia una lunga storia come collante tra arabi ed ebrei. “Prima della nascita, nel 1948, del moderno Israele, gli ebrei di queste zone andavano a mangiare l’humus nei ristoranti arabi. E fino a poco tempo fa – spiega – molti ebrei si spingevano in quartieri arabi per la stessa ragione: la pasta di ceci. Con i tempi che corrono, gli humus bar sono diventati una vera e propria cartina tornasole dei rapporti tra i due gruppi: le violenze recenti hanno convinto gli israeliani ebrei che frequentavano i locali arabi a starne alla larga”. Lettura confermata anche da Abu Hassan, gestore di un humus restaurant a Jabba, il quartiere arabo di Tel Aviv, che ai giornalisti di Npr, radio di Washington, ha raccontato di avere visto precipitare i suoi affari.

Fonte: Redattore Sociale
http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/499485/La-diplomazia-dell-hummus-a-Tel-Aviv-sconto-se-il-cibo-e-condiviso-da-arabi-e-israeliani

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