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Acri-Volontariato: Csv.net chiede una verifica

Il presidente Tabò scrive ai vertici dell’associazione delle fondazioni bancarie, del Forum, della ConVol e dei comitati di gestione dei Centri di servizio. Il patto triennale che regola l’uso dei fondi scade quest’anno, mentre la riforma del Terzo settore sta prevedendo accresciuti compiti per i Csv

Un incontro per fare “il punto su quanto accaduto e su quanto sta accadendo” sull’accordo Acri volontariato dell’ottobre 2013. È la richiesta fatta oggi, 1 marzo, dal presidente di Csvnet, Stefano Tabò, ai presidenti del patto triennale che regola l’uso dei fondi delle fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, integrando quanto previsto in merito dalla legge 266/91.

L’accordo è stato firmato dal presidente dell’Acri (l’associazione delle fondazioni e casse di risparmio), Giuseppe Guzzetti, dal portavoce del Forum Terzo Settore, Pietro Barbieri, e dal coordinatore della relativa Consulta del volontariato, Arnaldo Chianese, dalla presidente della ConVol, Emma Cavallaro, dal presidente della Consulta nazionale dei comitati di gestione (Co.Ge.) dei Csv, Carlo Vimercati, oltre che dallo stesso presidente di Csvnet che chiede ora con una lettera un incontro “a breve”.

In base alla legge 266/91, le fondazioni di origine bancaria devono destinare ogni anno un quindicesimo dei loro utili al funzionamento dei Centri di servizio per il volontariato (sono 71 i Csv diffusi in tutta Italia). Nel testo dell’accordo venivano definiti non solo i criteri di ripartizione di quei fondi, ma anche di altre risorse erogate dalle stesse fondazioni: per l’attività della Fondazione Con il Sud, per la “progettazione sociale” delle organizzazioni di volontariato, per il funzionamento dei Co.Ge. e per il sostegno delle reti nazionali firmatarie. Un totale di circa 70 milioni di euro all’anno.

Il patto del 2013, che aveva rinnovato accordi simili già stipulati negli anni precedenti, ha effetto solo fino al 2016. L’iniziativa di Csvnet ha come primo scopo quello di verificare se gli obiettivi previsti dall’intesa sono stati raggiuntie con quale efficacia: la lettera (in allegato), infatti, sottolinea che mentre gli impegni presi nel testo dovevano essere oggetto di monitoraggio trimestrale da parte dei firmatari, del relativo tavolo si registra “l’assenza da lungo tempo”.
Stefano Tabò però collega la richiesta soprattutto al coincidere di questa scadenza con l’attuale discussione in Parlamento della riforma del Terzo settore, che prevede per l’immediato futuro un sensibile “allargamento dei compiti” per gli stessi Csv allo scopo di affrontare le crescenti “sfide connesse alla promozione del volontariato”.
“Fare il punto su quanto accaduto e su quanto sta accadendo”, scrive Tabò, può quindi risultare anche “un contributo utile al legislatore chiamato a innovare la normativa in materia”.

Fonte: Vita

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