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Aosta: quando limiti spaventano i monopolisti dell’azzardo

La lobby dell’azzardo è scesa sul territorio: i suoi “suggeritori” hanno ricevuto mandato di insinuare il dubbio che distanze da luoghi sensibili e limitazione di orari previsti dai regolamenti comunali non servano a nulla o, peggio, aggravino la situazione. C’è chi ha capito il trucchetto e dice di no: le associazioni di cittadini e di categoria si schierano a sostegno degli amministratori no slot

Sono molte le associazioni, i comitati, i cittadini impegnati sul fronte anti azzardo e in progetti “no slot” che ci riferiscono di pressioni sempre più forti per spostare il focus dell’attenzione su “altri” aspetti del problema-azzardo e non arrivare al cuore delle pratiche decisive: i temutissimi regolamenti che prevedono limitazioni di orari e distanze da luoghi sensibili per le attività di azzardo legale. Laddove i regolamenti sono già in atto, si punta al ricorso.

Isolare i virtuosi: e lo Stato che fa, guarda e approva?

Il doppio binario dei lobbysti è questo.

Inevitabile che i lobbysti facciano i lobbysti, si dirà. Certo, ma quando sono Concessionari di Stato prima che lobbysti le cose sono un tantino più delicate e complesse. Tanto per dirne una: lo Stato lo sa? Il Mef? L’Agenzia dei Monopoli ritiene normale questa attività di soggetti riconducibili ai suoi Concessionari?Nulla da dire sulle sponsorizzazioni e i cartelloni 6X6 che stanno sommergendo i territori? Come vedete, il fronte si allarga e spiega l’improvviso attivismo di molti “tecnici” che stanno girando il territorio, promuovendo incontri, pseudo ibri e pseudo dibatti al solo fine di giustificare l’ingiustificabile.

Far ammorbidire le posizioni delle associazioni rispetto alle limitazioni orarie e ai distanziometri previsti dai regolamenti comunali in atto o in discussione e infine bloccarne l’efficacia è lo scopo dei signori dell’azzardo.

Aosta no slot

Ad Aosta, proprio mentre è in discussione un regolamento comunale che punta a regolarel’indiscriminata “offerta” di azzardo legale, riportandona nell’alveo del rispetto del mandato della Costituzione, cominciano a circolare voci, sussurri e persino qualche grida.La parola d’ordine dei demotivatori è: isolare gli amministratori più responsabili e sensibili, facendoli passare per talebani proibizionisti Ma le associazioni non ci stanno, anche perché l’autoscienza maturata sul campo non si acquista. Al massimo qualcuno la vende. Ma c’è anche gente di altra pasta, in Italia.

Sostegno al Consiglio comunale di Aosta sulla necessità di regolamentare il gioco d’azzardo arriva dalle “Associazioni contro il gioco d’azzardo” a cui aderiscono Arci Vda,Legabiente Vda, Cgil, Libera Vda e Aosta Iacta Est.

“Il nostro obiettivo non è il proibizionismo ma liberare i centri storici e i luoghi tradizionalmente deputati alla socialità, dall’azzardo, riportando tale pratica in altri luoghi più controllati e limitati. Spazi che il giocatore volontario e cosciente possa raggiungere, ma che non intercettino invece altre categorie di cittadini a rischio (minori, disoccupati, pensionati, etc.)”, spiegano le associazioni. Si tratta di tornare nella logica del contenimento e non della promozione che, negli ultimi anni, sembra invece l’unica preoccupazione dello Stato e dei Concessionari, preoccupati come non mai dall’attivismo civico e dal buon senso degli amministratori locali. Ne ha parlato anche il professor Maurizio Fiasco nel corso del Primo incontro degli Enti Locali contro il gioco d’azzardo tenutosi il 9 marzo scorso alla Regione Lombardia

Secondo le associazioni la legge regionale della Regione Valle d’Aosta andrebbe integrata con alcune azioni puntuali come la limitazione degli orari in cui è possibile praticare il “gioco” e la verifica del rispetto della legge da parte della Polizia locale.

“Usando un gioco di parole, ‘scommettiamo”’– spiegano – sulla volontà dei Consigli comunali di adottare appositi regolamenti comunali migliorativi: e nel farlo, offriamo loro il nostro appoggio morale e intellettuale” scrivono ancora in una nota congiunta le associazioni”

Fonte: Vita

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