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Il fatturato dell’azzardo cresce. Ma i dati ufficiali dove sono?

Il 2015 si è concluso da un po’, eppure proprio mentre si invocano riforme e dialogo e si convocano Osservatori dove non si capisce chi sia l’osservatore e chi l’osservato, manca l’ufficialità sul volume di affari del settore giochi per l’anno 2015 (mese di dicembre incluso). Un settore che tutti sanno in crescita esponenziale, alla faccia della crisi. Già, ma di quanto? I Monopoli di Stato hanno a disposizione quei dati. Perché, in nome della politica della trasparenza, non li rendono noti ora che servirebbero?

Passa il tempo, il dibattito infuria. Ufficiosamente qualche numero circola. Ma di ufficiale c’è ben poco. Si sa che nel 2015 l’azzardo legale targato italia ha registrato un fatturato record rispetto agli 84,5 miliardi di euro che corrispondevano al volume di gioco del 2014. La cifra dell’anno conclusosi quattro mesi fa dovrebbe aggirarsi tra gli 87 e gli 89miliardi. Forse 90 o 91.

Possibile. Anzi: probabile. E sarebbe un vero boom. Ma c’è un “ma”. Ed è un “ma” grosso come l’Everest. Gli ultimi dati ufficiali sul volume di gioco degli italiani risalgono al novembre scorso. Siccome dicembre è il mese più ricco per il settore, diciamo che quei dati contano poco se non pochissimo o nulla.

Proprio ora che si chiede “dialogo” alle Regioni e agli Enti locali e l’opinione pubblica pretende sempre più chiarezza, su che base numerica pubblica e certa – siamo o no nell’era degli open data? – si pretende di articolare quel dialogo se i dati non sono ancora stati resi pubblici e di conseguenza non sono certi? Alcune fonti sostengono che i dati verranno pubblicati alla fine di aprile, nel cosiddetto Libro Blu dei Monopoli di Stato. Speriamo non sia così e la Dirigenza dei Monopoli mostri un bel segnale, fornendo già ora il proprio contributo al dibattito. Magari disaggregando – come si sente dire da mesi – i dati sulle entrate delle awp (le slot da bar) e le vlt (quelle da sala giochi), ora messi nello stesso calderone. Capire cosa movimenta quanto sarebbe utile a tutti. D’altronde, questi dati l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli li conosce da mesi. Anzi: li possiede e monitora in tempo reale.

Nel frattempo, si conoscono però le entrate fiscali relative ai giochi. La fonte è ufficiale: il Bollettino del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel gennaio 2016 lo Stato incassa un +12,9% rispetto al gennaio dell’anno precedente. In termini assoluti: incassa 117 milioni di euro in più per 1miliardo e passa (1.026, per la precisione) euro. Se si guarda agli “apparecchi di gioco” (ma qui andrebbero distinti, cosa che il Mef non fa, slot e vlt), l’incremento è del 53%. Insomma, i numeri smentiscono chi vorrebbe imputare alle normative regionali di contrasto all’azzardo un “ammanco erariale”. Lo Stato continua a incassare. Anche qui: servirebbero i dati dei Monopoli per capire quanto, visto che quelli del Mef sono contabilizzati diversamente.

Arriveranno in tempo utile o continueremo a ascoltare la “favola bella” sul mancato introito erariale – più presunto che vero, a quanto pare – “causato” dalle normative NoSlot?

Fonte: Vita

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