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Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio 29 marzo 2016 n. 25 è stata pubblicata la Legge Regionale 24 marzo 2016 n. 2, “Disciplina degli interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo”.

La presente legge promuove e sostiene azioni di rilevazione, prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo, in tutte le sue diverse manifestazioni, compreso il cyberbullismo, al fine di tutelare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori, valorizzare il benessere tra pari e prevenire il rischio nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza.

Con tali obiettivi, la Regione sostiene e finanzia i seguenti interventi:
a) promozione di iniziative di carattere culturale, sociale e sportivo sui temi del rispetto delle diversità, dell’educazione ai sentimenti e all’affettività e alla gestione dei conflitti, della legalità, nonché sull’uso consapevole della rete internet e dei new media;
b) promozione di uno stile di vita familiare che sostenga lo sviluppo di un senso critico nel minore/adolescente e che riduca al minimo la loro esposizione a modelli che stimolano comportamenti violenti e aggressivi, in relazione all’abuso di videogiochi, video online e trasmissioni televisive inappropriate;
c) organizzazione di corsi di formazione per il personale scolastico, gli operatori sportivi e gli educatori in generale volti a garantire l’acquisizione di idonee tecniche psico-pedagogiche e di pratiche educative per attuare un’efficace azione, soprattutto preventiva, del fenomeno del bullismo, con particolare attenzione ai rischi provenienti dai modelli culturali potenzialmente lesivi della dignità della persona, veicolati dai mezzi di comunicazione e dal web;
d) attivazione di progetti di rete che promuovano, previo accordo, forme permanenti di collaborazione anche con i servizi minorili dell’amministrazione della giustizia, delle prefetture – uffici territoriali del Governo, delle forze dell’ordine, delle aziende sanitarie locali e degli enti locali;
e) organizzazione di corsi, programmi di assistenza, gruppi di supporto per i genitori, al fine di aiutarli ad acquisire consapevolezza del fenomeno del bullismo, in particolare sul tema della prevenzione e sull’aspetto del dialogo sia con i figli vittime di soprusi o spettatori delle violenze altrui sia con coloro che si sono resi responsabili di azioni di bullismo per agevolarne il recupero sociale;
f) attivazione di programmi di sostegno in favore dei minori vittime, autori e spettatori di atti di bullismo, di un percorso di sostegno con il gruppo classe in cui si è verificato l’evento, nonché di sportelli di ascolto negli istituti/scuole, anche con il supporto di competenti figure professionali, per stimolare consapevolezza riguardo agli schemi comportamentali disfunzionali che bullo, vittima e spettatori attivano e per sostenere l’apprendimento di comportamenti sociali positivi;
g) realizzazione di campagne di sensibilizzazione ed informazione rivolte ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria e agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, nonché alle loro famiglie, con particolare attenzione alla creazione di modalità di coinvolgimento e partecipazione per i genitori di fasce sociali deboli e a rischio, e agli insegnanti ed educatori in generale in ordine alla gravità del fenomeno del bullismo e delle sue conseguenze.

Tali progetti possono essere presentati dai comuni singoli o associati, dai municipi e dagli altri enti locali, dalle istituzioni scolastiche, dalle aziende sanitarie locali, nonché dalle associazioni e dalle organizzazioni con certificata esperienza, iscritte nel registro regionale di cui all’articolo 9 della LR n. 22/1999 (Promozione e sviluppo dell’associazionismo nella Regione Lazio), e nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato, che operino da almeno cinque anni nel campo del disagio sociale, del sostegno alla famiglia e alla genitorialità nonché in quello minorile.

Viene istituita, presso la Presidenza della Regione, la Consulta regionale sul bullismo.

Consulta la Legge nella sezione Normativa regionale di Nonprofitonline.

Fonte: Non profit online

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