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A Spino d’Adda anche i parchi sono luoghi sensibili: e l’azzardo va ko

Cresce di giorno in giorno il numero di comuni che, armati di buone pratiche e di coscienza civica, mettono un argine al dilagare dell’azzardo di massa. A Spino d’Adda, in provincia di Cremona, grazie all’individuazione estensiva dei luoghi ritenuti sensibili, non sarà possibile aprire nessuna sala giochi.

Settemila abitanti, al crovecia fra Lodi, Milano e Cremona, nella cui provincia si trova. Parliamo di Spino d’Adda, un bel paese, ricco di cultura e fiero del proprio territorio. La Giunta comunale di Spino ha deciso di applicare la Legge No Slot della Regione Lombardia sulla distanza minima di 500 metri che le sale da gioco e simili devono tenere dai luoghi sensibili. Il provvedimento sarà assunto nel Piano di governo del territorio (PGT) e si aggiunge allo sconto sulla TARI previsto per i locali senza slot, sconto già deciso dall’Amministrazione.

Che cos’è un luogo sensibile?

Secondo la normativa regionale i luoghi sensibili possono essere individuati di volta in volta, anche “in occasione della eventuale presentazione di richieste di nuova istallazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito. In alternativa, si può anche provvedere alla ricognizione dei luoghi sensibili mediante un provvedimento di carattere generale”.

A Spino d’Adda li hanno individuati subito. Eccoli: istituti scolastici pubblici e privati di ogni ordine e grado; istituti religiosi, chiese, oratori e luoghi di culto in genere; impianti sportivi; strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario e sociosanitario; strutture ricettive per categorie protette; ospedali e sedi di servizi sanitari, parchi e spazi pubblici attrezzati e altri spazi verdi pubblici attrezzati.

In pratica, osservano gli amministratori, non ci saranno sale d’azzardo a Spino d’Adda. Infatti, non ci sono punti sul territorio che possano trovare un’adeguata collocazione rispettando le distanze previste dalla legge, che non riguardano solo il centro sportivo, le scuole, l’oratorio, la chiesa e il santuario, ma anche il centro sociale, la casa di riposo, il cimitero, la cascina Carlotta – una cascina dei primi del Novecento, ristrutturata di recente – e soprattutto i parchi.

Come si misura la distanza dai luoghi sensibili?

La distanza è misurata sul percorso pedonale più breve che collega i rispettivi punti di accesso.

In attesa di una legge nazionale che preveda una distanza minima, lasciando ai sindaci, in ossequio al principio di sussidiarietà, la possibilità di aumentare quella distanza, “gli amministratori locali – osserva Paolo Riccoboni, a nome della Giunta comunale di Spino d’Adda – si adoperano con i mezzi che hanno, limitando gli orari delle sale giochi e vietando il gioco d’azzardo in prossimità dei luoghi sensibili”. Il territorio si muove e, giorno dopo giorno, fa sentire la sua voce. Forte e chiara.

Fonte: Vita

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