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Disabilità, Iacopo Melio a Bruxelles: “Chiedo il vostro aiuto”

Il fondatore della campagna #vorreiprendereiltreno è intervenuto telefonicamente alla Conferenza sulla Mobilità. “Trovo assurdo che ancora oggi occorrano delle campagne di sensibilizzazione come la nostra per vedere tutelati certi diritti”

FIRENZE – “Trovo assurdo che ancora oggi, in un Paese democratico e civile, occorrano delle campagne di sensibilizzazione come la nostra per vedere tutelati certi diritti e poter accedere a quegli strumenti necessari per l’indipendenza di una persona”. E’ uno dei passaggi più importanti del discorso di Iacopo Melio, il giovane attivista disabile, intervenuto stamani alla Conferenza Europea sulla Mobilità di Bruxelles

“Ad oggi – ha detto Melio – la libertà di un cittadino disabile ha un costo elevato, e noi invece dobbiamo fare in modo che chiunque possa disegnare il progetto di vita che desidera: con le stesse opportunità di chi, per fortuna, il caso, il karma o chissà quale ragione, è nato con qualche strumento in più”.

Melio, durante un intervento intenso e toccante, ha parlato della sua esperienza personale, della campagna #vorreiprendereiltreo e delle 300 mila persone che ogni giorno la seguono su facebook. “Il mio sogno – ha aggiunto – è quello di avere un lavoro, dopo la laurea, e di poter andare a vivere da solo, magari di costruire anche una famiglia. Niente di eccezionale, niente di eclatante, eppure senza l’aiuto (soprattutto economico) dello Stato, tutto questo potrebbe non realizzarsi mai”.

E poi ha spiegato il motivo per cui ha deciso di intervenire alla Conferenza sulla mobilità. “Sono qui per portare una richiesta di aiuto, affinché da domani non ci siano più disabili nel mondo. Perché la vera disabilità non è essere seduti su una carrozzina o doversi orientare con un bastone: la vera disabilità nasce dal contesto, dall’ambiente in cui viviamo. Siamo noi che creiamo il disabile nel momento in cui lo facciamo sentire tale, seminando ostacoli sul suo cammino”. E poi: “Facciamo in modo che chiunque, a partire da quando si sveglia la mattina, non debba sentirsi inferiore agli altri. Facciamo in modo di investire sulle abilità delle persone, anziché evidenziarne le difficoltà. Facciamolo sentire una risorsa anziché un problema. Diamo assistenza domiciliare e quotidiana, assistenza lavorativa e economica, tecnologie all’avanguardia, supporto sanitario adeguato”.

Fonte: Redattore Sociale

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