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Azzardo & Stato: ma i dati dove sono?

Si terrà oggi alle 15, a Roma, la Conferenza unificata fra Stato, Regioni e enti locali che, stando a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016, dovrebbe ridefinire struttura e caratteristiche dell’offerta di gioco sui territori. Ma se per deliberare bisogna conoscere perché Mef e Monopoli di Stato tengono “segretati” dati che dovrebbero essere pubblici, nell’interesse di tutti, sui volumi di gioco e l’impatto dei flussi di denaro sui territori? Si può davvero deliberare senza conoscere, in barba agli open data?

Conoscere per deliberare, insegnava Luigi Einaudi. Ma oggi affinché siano “virtuosi” a enti locali e decisori territoriali si chiede di deliberare senza conoscere. Un vero paradosso illiberale. Un “proibizionismo” della conoscenza. Ma con una sua logica, se di logica vogliamo parlare, perché senza una vera “liberazione dei dati”, senza un mappatura dei flussi di denaro che investono i luoghi ogni lettura o discussione sul tema cessa di essere tale, anzi nemmeno comincia. E forse ciò che si teme è che quei dati suscitino un dibattito diffuso, che li interroghi e interroghi un fenomeno che investe il legame sociale con inaudita capacità di disgregarlo. E in base allo stesso principio ai cittadini si chiede di accettare e tacere.

Una politica della decisione prevede conoscenza e conoscenza prevede informazione. Ma oggi dov’è questa informazione? A fronte di tante parole sulla trasparenza e la legalità, gli open data sul flusso di denaro legato all’azzardo legale sono degli emeriti sconosciuti. Eppure l’Agenzia dei Monopoli ha tutto – dati flussi ora per ora del denaro che circola su tutti gli apparecchi collegati in rete. Dove sono questi dati, complessivi e disaggregati, su base territoriale e mensile e scomposti per tipologia di gioco e soprattutto di macchina? Se il “problema” – tra molte virgolette – sono i territori e il loro attivismo forse non proprio gradito, allora cominciamo a fornire una fotografia che, a oggi, e a ogni richiesta di enti locali e territoriali, è stata negata dietro risposte più o meno dinconvenienza. Questo è un punto preliminare a ogni discussione sul territorio: perché quei dati a 5 mesi dall’inizio dell’anno ancora non sono pubblici per via ufficiale nemmeno nel loro ammontare complessivo? Forse perché,

come riferito il 5 aprile dal vice Direttore dei Monopoli Aronica in Commissione antimafia gli incassi per lo Stato rivelano una crescita: l’azzardo legale ha fruttato 9miliardi di euro nel 2015 contro gli 8,3 dell’anno precedente.

Questo è un nodo da sciogliere: servono i dati, da comunicare subito, con chiarezza, pubblicamente. territorio per territorio, comune per comune, macchina per macchina, tagliando dopo tagliando, flusso per flusso, su base continuativa, mensile o settimanale ma disaggregata. La PA ha tutti i dati che servono, Sogei li possiede tutti, le macchine sono connesse in tempo reale in rete e di questa connessione certa politica se ne è sempre fatta vanto.
È dovere della Pubblica Amministrazione rispondere a una esigenza che non è di qualche militante o di qualche associazione, ma viene dalla società civile nella sua base e nel suo insieme. Conoscere il flusso di denaro che, in volumi di gioco e rigioco (e non conta nulla la chiacchiera sul “ritorno in vincite”) che investono i territori.
Questo credo sia necessario e preliminare a ogni discussione.

Fonte: Vita

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