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“Liberiamo il 5 per mille”: petizione per chiedere i fondi in tempi rapidi

Lanciata su Change.org dalla Scuola di Roma Fundraising.it e rivolta al governo. Tra le richieste: stop al favoritismo verso i partiti che ottengono immediatamente le cifre del 2 per mille, mentre le associazioni devono aspettare 2 anni

MILANO – “Liberiamo il 5xmille”. Con questo slogan la Scuola di Roma Fundraising.it lancia su change.org una petizione in cui chiede al governo italiano di rendere più trasparente e efficiente il 5xmille. In particolare che i risultati sul numero dei sottoscrittori e sugli importi siano comunicati entro i 30 giorni dalla scadenza ultima della presentazione delle denunce dei redditi; che le cifre spettanti vengano versate contestualmente alla pubblicazione dei dati; che nella modulistica per la denuncia dei redditi venga inserita la possibilità per il contribuente di trasferire i propri dati ai beneficiari del suo 5×1000 nel rispetto della legge sulla privacy. “Un provvedimento del genere garantirebbe più soldi in tempi certi e utili per tutte quelle cause sociali finanziabili attraverso il 5×1000 -spiega  Massimo Coen Cagli, direttore scientifico della Scuola-, interromperebbe l’ennesimo favoritismo nei confronti dei partiti che, al contrario delle organizzazioni non profit, godono da tempo del privilegio di avere le informazioni sui donatori e la disponibilità immediata delle cifre del 2 per mille”.

 

Nella petizione viene chiesto anche l’istituzione di “una task force che coinvolga le istituzioni a cui è rivolta questa petizione, i professionisti del fundraising e le organizzazioni non profit al fine di predisporre in tempo breve norme e regole che liberino il 5×1000”. La petizione è stata lanciata al Festival del Fundraising che si svolge a Verona fino al 13 maggio, insieme all’Associazione italiana fundraiser, ed è indirizzata, in particolare, al Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Luigi Bobba, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per l’Economia Pier Carlo Padoan, al Garante per la Privacy Antonello Soro e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi.

Sono ben 38 milioni gli italiani che destinano il 5×1000 a favore di circa 50 mila organizzazioni non profit e associazioni di volontariato. I contributi arrivano alle organizzazioni con un ritardo di ben due anni senza avere informazioni sui contribuenti perché i loro dati non vengono comunicati. In aggiunta il governo ha la facoltà di porre un tetto massimo alle donazioni erogabili: alle organizzazioni insomma potrebbero essere versate somme inferiori rispetto a quelle effettivamente destinate. “Non è una petizione di categoria – conclude Massimo Coen Cagli – e tutti ci dovremmo impegnare per farla sottoscrivere, oltre che dai fundraiser e dalle organizzazioni non profit, anche e soprattutto dai tanti cittadini che ogni anno sostengono con le loro donazioni i progetti sociali”.

Fonte: Redattoresociale

 

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