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Giocatori d’azzardo e servizi bancari: così si limitano i danni

Bper Banca ha presentato questa mattina a Roma la guida per fornire indicazioni concrete alle famiglie in cui è presente un giocatore patologico. Tra le operazioni sospette: frequenti prelievi bancari, anticipi di contante con carta di credito, addebiti Pos presso sale da gioco, assegni a favore di tabaccherie, cessione di quinto…

ROMA – Come si può capire se un nostro parente è un giocatore d’azzardo? E soprattutto, come si può difendere il proprio patrimonio familiare? A queste domande risponde il vademecum realizzato da Bper Banca, in collaborazione con l’associazione Giovanni XXIII e la campagna “Mettiamoci in giovo”, e presentato questa mattina nella sala stampa di Montecitorio.

Le banche e i familiari dei giocatori d’azzardo patologici hanno un problema comune: controllare e contenere i comportamenti di spesa di chi è affetto da gap (gioco d’azzardo patologico). Esistono una serie di operazioni sospette che rappresentano un campanello di allarme: frequenti prelievi bancari, anticipi di contante con carta di credito, addebiti Pos presso sale da gioco, assegni a favore di tabaccherie, cessione di quinto, acquisto di carte prepagate, prestiti tramite società finanziarie senza motivazioni concrete e emissioni di cambiali.

Prima di tutto, il coniuge che si trova ad affrontare questa situazione può farsi intestare il conto corrente ed escludere l’altro coniuge affetto da gap per proteggere i risparmi di famiglia. Si può anche segnalare alla banca che il proprio caro fa un uso anomalo del conto corrente tramite l’emissione di assegni, invitando i dipendenti bancari a non consegnargli più carnet di assegni.

Il giocatore patologico cerca in ogni modo di non far conoscere alla moglie o al marito l’ammontare dell’estratto conto prosciugato dai continui prelievi. Se l’altro coniuge è cointestatario è bene che chieda alla banca una copia personale degli estratti conti. Lo stesso vale per le cassette di sicurezza: bisogna controllare se sono stati prelevati beni di valore. Se poi si percepisce una pensione o uno stipendio su un conto comune, è consigliabile aprirne un altro in cui non ha accesso il giocatore patologico.

Nel caso in cui si sottoscrive un prestito personale all’insaputa del coniuge, quest’ultimo può scoprirlo rivelando l’addebito delle rate sul conto corrente. Più complesso è il caso in cui si cade nella rete degli usurai: se la moglie o il marito viene a sapere che il proprio caro ha chiesto un prestito con tassi elevatissimi, può denunciare il fatto alla polizia giudiziaria. Se la persona che ha subito usura è un commerciate, può beneficiare della norma contenuta nella legge n.44/1999 che prevede la sospensione dei termini di pagamento delle scadenze per 300 giorni. C’è anche la possibilità di accedere ai fondi antiusura gestiti dai Consorzi di Garanzia (Cofidi).

Ci si può, infine, rivolgere ad un amministratore di sostegno nominato dal giudice tutelare. L’ads affianca la persona che ha perso la sua autonomia e non è in grado di provvedere ai propri interessi economici finché non esce dalla dipendenza. L’intero vademecum è scaricabile sul sito di Bper Banca.

Fonte: Redattore Sociale

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