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Le scuole non chiuderanno più d’estate

Il ministro Stefania Giannini lo ha ripetuto in Giappone in occasione del G7 su ambiente e istruzione. In Italia da quest’estate parte il progetto “Scuole al centro”. Gli istituti resteranno aperti nei mesi estivi e di domenica. Sono già stati stanziati 10 milioni di euro e le prime scuole a beneficiare di questi fondi saranno quelle delle periferie di Napoli, Palermo, Roma e Milano

Il ministro dell’istruzione Giannini lo ha ripetuto a Kurashiki, Giappone, in occasione del G7 su ambiente e istruzione. Da quest’anno alcune scuole italiane resteranno aperte d’estate e di domenica. Per questo progetto “Scuole al centro” sono stati già stanziati 10 milioni di euro. Ma quali sono i primi istituti che beneficeranno di questi fondi?

Le scuole di periferia saranno le prime ad essere incluse nel progetto. Questo perché l’obiettivo dell’iniziativa è quello di dare una risposta concreta ai fenomeni di disagio sociale che caratterizzano alcune aree del Paese. La Scuola al centro, parte dall’idea che la periferia non è solo una categoria geografica, ma racchiuda in sé il dramma dell’esclusione, dell’emarginazione e che può radicarsi dentro le città o ai loro margini.

Le prime quattro città interessate saranno Napoli, Roma, Palermo e Milano. A Settembre, attraverso un altro finanziamento, la copertura sarà allargata a tutto il territorio nazionale. In definitiva 10 milioni saranno investiti per tenere aperte le scuole nelle 4 aree con il più alto tasso di dispersione scolastica e con il più elevato indice di disagio socio-economico delle famiglie di provenienza, (maggio-settembre 2016). In una seconda fase, da ottobre 2016 a dicembre 2017, saranno investitialtri 150 milioni di euro per combattere il disagio e favorire l’inclusione; saranno coinvolte altre 5mila scuole su tutto il territorio nazionale. In media ogni istituto riceverà circa 15mila euro.

«Le periferie», ha dichiarato Stefania Giannini, «sono i centri del futuro: sono ricche di umanità e di energie. Spetta a noi, alla scuola raccoglierle e farle emergere. Con questo progetto vogliamo dare ai ragazzi di quelle aree del Paese dove l’istruzione costituisce una risposta importante ed essenziale per garantire un futuro alle nuove generazioni, una scuola aperta, che appartenga a tutta la comunità, dove famiglie e studenti possano sentirsi come in una seconda casa, da frequentare non solo quando ci sono le lezioni, ma anche in orario extra scolastico. Questo già accade in moltissime realtà. Ora stanziamo risorse specifiche affinché quella scuola aperta e viva che abbiamo immaginato con la Buona Scuola possa concretizzarsi sempre di più».

I progetti dovranno riguardare uno o più dei seguenti ambiti tematici: autoimprenditorialità; avvicinamento alla musica; attività sportive pomeridiane; laboratori artistico-espressivi, promozione dell’inserimento del cinema e del teatro a scuola; diffusione della lettura; attività per la conoscenza del territorio di appartenenza e di incentivazione alla cittadinanza attiva.

Per ora il progetto è indirizzato alle scuole medie e superiori; ma non si esclude di estenderlo anche alle scuole primarie.

Fonte: Vita

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