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Dopo di noi, legge approvata in Senato. Con “il brutto articolo” rivisto e corretto

L’approvazione in aula. Ritoccato l’articolo 4, sulla soluzione abitativa extrafamiliare in caso di emergenza, criticato dalle associazioni. Ora sarà possibile solo “ove necessario, in via residuale, nel rispetto della volontà delle persone con disabilità grave, dei loro genitori o di chi ne fa le veci”. Plaudono i caregiver

ROMA – in seduta pomeridiana l’approvazione al Senato del provvedimento, che ora torna alla Camera per l’approvazione definitiva, prevista entro l’estate. Emendato l’articolo sull’emergenza assistenziale, che era stato contestato dalle associazioni delle famiglie, dei caregive e da alcuni deputati.Esso prevedeva, nella versione approvata dalla Camera e dalla Commissione del Senato, semplicemente “interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza”. Ora invece il testo dell’articolo 4, comma 1 paragrafo b, è stato così modificato, secondo quanto proposto nell’emendamento della senatrice BIgnami: “realizzare, ove necessario, in via residuale, e nel superiore interesse delle persone con disabilita’ grave, interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamigliare per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza, nel rispetto della volontà delle persone con disabilita’ grave, ove possibile, dei loro genitori o di chi ne tutela gli interessi”.

– In questo modo, si pongono dei limiti ben precisi alla possibilità di ricorrere a soluzioni abitative extrafamiliari, seppur temporanee e in caso di emergenza. Soddisfatta Chiara Bonanno, che a nome dei caregiver aveva criticato con forza questo passaggio del provvedimento e le sue possibili conseguenze: “Ora almeno non si offre un appiglio legislativo a chi attua delle pessime prassi verso le persone con disabilità – commenta – Di fatto l’articolo è solo stato contornato da una serie di parole che specificano meglio le procedure. Il rischio dell’allontanamento coatto rimane sempre, ma penseremo successivamente a come eliminarlo definitivamente. La nostra battaglia su questa legge non è certo finita qua”.

Fonte: Redattore Sociale

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