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Riforma del Terzo Settore, le reazioni

Dal mondo associativo, da quello cooperativo, dal mondo del volontariato e dal panorama politico. Commenti, reazioni e critiche alla storica approvazione di una legge attesa da anni e finalmente diventata realtà

Con 239 voti favorevoli dei gruppi di maggioranza e 78 voti contrari (M5S, Forza Italia e SI-SEL), la Camera dei Deputati ha approvato ieri in terza lettura e in maniera definitiva la legge delega al Governo per la “Riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale”.

L’art. 8 delle legge, che introduce in Italia il servizio civile “universale” è stato approvato in dettaglio con 269 voti favorevoli, 84 astenuti e 11 contrari. (Per conoscere cosa e come cambia il Terzo settore con questa legge clicca qui).

25 maggio 2016, è una data storica per il Terzo settore italiano. E infatti non hanno tardato ad arrivare commenti e reazioni.

In primo luogo la Cnesc – Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile (cui aderiscono tra gli altri Acli, Anpas, Arci Servizio Civile, Anspi, Avis Nazionale, Caritas Italiana, Cnca e Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia) per cui, «La principale innovazione del testo, che ne giustifica la definizione di Servizio Civile Universale, è l’obiettivo di far partecipare tutti i giovani che vorranno farlo, in modo volontario. Se per lo Stato è una sfida per le risorse da trovare e per la capacità organizzativa di programmazione da implementare, per le organizzazioni, in primis quelle della Cnesc, è una sfida educativa e di formazione della coscienza civica, oltre che economica e organizzativa, che ben volentieri facciamo nostra».

Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore sottolinea come si tratti di «un risultato positivo e molto importante per le migliaia di organizzazioni, associazioni, imprese e cooperative che costituiscono il terzo settore perché ne definisce anzitutto natura, ambiti di azione, finalità e confini, consegnandoci una definizione giuridica chiara e unitaria, finora assente. Il testo licenziato è più equilibrato di quello proposto ad inizio percorso, nel quale prevaleva un forte sbilanciamento a favore degli aspetti economici, e a svantaggio della vera essenza del terzo settore: luogo e spazio di aggregazione e partecipazione per milioni di cittadini attivi e bacino di solidarietà, civismo e coesione».

Un risultato positivo e molto importante per le migliaia di organizzazioni, associazioni, imprese e cooperative che costituiscono il Terzo settore

La Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato – Convol nonostante l’apprezzamento per l’approvazione sottolinea due forti perplessità: «La prima sulla revisione dei Centri di Servizio per il Volontariato di cui la legge estende la platea dei beneficiari ben oltre le Organizzazioni di Volontariato: si teme che vengano diminuite al Volontariato le già scarse risorse che oggi ricevono. La seconda sulla Fondazione Italia Sociale, un Ente di cui non si sentiva alcuna necessità e di cui la legge approvata non chiarisce compiti e finanziamenti. Ora inizia il percorso di stesura dei decreti attuativi che daranno corpo e sostanza al testo di legge: l’auspicio è che il Governo tenga conto – come già avvenuto durante l’iter parlamentare – del contributo fattivo della ConVol quale rappresentante originaria ed autentica del volontariato organizzato».

«Ci auguriamo sia il preludio a una stagione d’innovazione sociale e istituzionale e rimaniamo in attesa dei decreti legislativi sperando che non deludano le aspettative», è l’intervento di Per Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative, che sottolinea, «Il nuovo testo accoglie le richieste avanzate dalle organizzazioni del Terzo settore, dalle cooperative sociali e dalle imprese sociali riguardo la modifica del Codice civile per la parte che riguarda associazioni e fondazioni, rimasta tale e quale da 74 anni: dal 1942; i cambiamenti alla disciplina dell’impresa sociale, che in 10 anni non ha dato i risultati auspicati, e infine la riforma del servizio civile, che potrà essere una leva importante per l’impegno dei giovani, anche stranieri»

«Si riparte innovando il terzo settore a partire dalla forza della storia sociale italiana. È un punto decisamente positivo, un paese senza massicce dosi di innovazione sociale non ce la fa per l’Italia», sottolinea Giovanna Melandri, presidente Human Foundation e presidente Social Impact Agenda. «Siamo grati a Luigi Bobba a per il suo lavoro di cucitura tra attori diversi e di sintesi fra posizioni anche distanti. È stato senza dubbio una percorso a ostacoli ma che Bobba è riuscito a portare a termine».

L’approvazione della Riforma del Terzo settore” dichiara Stefano Granata, Presidente di CGM, la più grande rete di imprese sociali in Italia “pensiamo sia sicuramente un passo avanti nel processo di creazione di un terreno favorevole per la diffusione di un nuovo modo di fare impresa e che accogliamo con piacere. Questo sicuramente contribuirà a fare un po’ di ordine in un comparto che per troppo tempo è rimasto fuori dalle agende che contano e che, ad oggi, vale 65 miliardi di euro (il 5% del Pil). Ci auguriamo “, continua Granata, “che questo primo passaggio, unito a un numero crescente di iniziative che puntano a promuovere investimenti ad impatto sociale, possa contribuire a indirizzare uno sviluppo economico sempre più basato su concetti come la sostenibilità, l’equità e l’inclusività. Diamo atto dello sforzo profuso e ci auguriamo che il cammino intrapreso possa, presto, completarsi anche attraverso un confronto e una condivisione sempre più frequente con altre esperienze, in primis di tutti i 28 Paesi membri dell’Unione Europea e non solo. Da parte nostra” conclude Granata “continueremo a dare il nostro contributo, non solo in termini di idee e di spunti, ma attraverso la costante promozione di attività di interesse generale e a favore della comunità”.

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas plaude all’approvazione e aggiunge, «auspichiamo più coinvolgimento per la discussione dei decreti delegati affinché i princìpi della legge vengano attivati e che possano chiarire e valorizzare la peculiarità del nostro modo di fare volontariato, soprattutto per quanto riguarda i servizi complessi come il soccorso». A fargli eco Roberto Trucchi, Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, «chiediamo al Governo di aprire un tavolo permanente tra Governo e rappresentanti del mondo del volontariato per discutere insieme la predisposizione del Decreti Attuativi.

Anche il panorama politico ha salutato l’approvazione. In primo luogo Edoardo Patriarca parlamentare Pd e presidente del Centro Nazionale per il Volontariato, che ha pronunciato la dichiarazione finale alla discussione sul testo spiegando che «una legge delega che valorizza e finalmente riconosce il valore strategico che assume oggi il terzo settore nella vita del paese: nel sociale, nello sport, nel culturale, ambientale e non da ultimo anche economico. Il testo che oggi andiamo ad approvare ha il valore di una vera e propria riforma costituzionale. Un vero processo di pubblicizzazione, l’allargamento dello spazio pubblico ai tanti soggetti che sul territorio agiscono per la solidarietà, per il bene comune svolgendo opere di utilità sociale e di cittadinanza attiva. Una nuova cornice fiscale, una nuova alleanza con le istituzioni, trasparenza, uso corretto delle risorse, l’esperienza rilanciata del servizio civile per più di 100.000 giovani”. E poi ancora nuove imprese sociali non contrapposte, semmai giustapposte ad altre forme imprese, che in tal modo arricchiranno il tessuto produttivo del paese rendendolo più efficiente e più socialmente responsabile. Abbiamo dato risposta a richieste che sono state disattese per decenni. Per noi è un giorno di festa».

«La riforma del terzo settore è un’altra sfida vinta. Un percorso ad ostacoli durato circa due anni e fatto di dialogo, audizioni, coinvolgimento, integrazioni, ma che credo raccolga le istanze che in questi anni le associazioni, le cooperative, le imprese sociali, gli enti e i giovani ci hanno trasmesso», chiarisce invece Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e vero protagonista del successo Parlamentare. «È stato un viaggio per lo stivale che coinvolge 300 mila organizzazioni non profit, per un valore di 63 miliardi di euro nel solo 2011, ma anche 6,63 milioni di italiani, vero motore del terzo settore. Uno sforzo che ha colto tutte, le tante criticità che hanno impedito al Terzo Settore di essere il volano sociale, ma anche economico, del nostro Paese, perché spesso ingessato in un abito stretto e burocratico. Una “carta d’identità” che aiuta a configurare e tracciare il perimetro del Terzo settore, che comporterà anche un Registro Unico Nazionale, suddiviso in specifiche sezioni. Uno strumento il più possibile trasparente, accessibile e continuamente aggiornato. Le novità sono davvero tante, penso alla riforma dei Centri di Servizio per il Volontariato, oppure all’ introduzione di misure agevolative volte a favorire gli investimenti delle imprese e delle cooperative sociali, all’ istituzione del Servizio Civile Universale, alla revisione dei criteri di accesso all’istituto del 5 per mille , alla nascita della Fondazione Italia Sociale. La decisione del Governo di investire in questo ambito è tangibile, anche in termini economici, se si pensa non solo agli stanziamenti nella Legge di Stabilità, (140 milioni nel 2016, 190 per il 2017 e il 2018), ma anche al Fondo per sostenere i progetti delle associazioni delle organizzazioni di volontariato. Con questa riforma, e con i successivi decreti legislativi», conclude il Sottosegretario, «si dà piena attuazione a quanto previsto dall’ articolo 118 della Carta Costituzionale ovvero l’impegno programmatico delle istituzioni della Repubblica nel favorire “l’autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale». ​

Questa riforma, avviata due anni fa, ha coinvolto più di mille soggetti in una consultazione pubblica da cui abbiamo tratto molte idee e suggerimenti

«Con il voto definitivo della Camera l’Italia valorizza e riorganizza il variegato mondo del non profit, un insieme di soggetti che svolgono un ruolo strategico fondamentale per uno sviluppo sostenibile, comunitario e partecipato», è stato invece il commento della vice presidente della Camera, Marina Sereni che aggiunge, «questa riforma, avviata due anni fa, ha coinvolto più di mille soggetti in una consultazione pubblica da cui abbiamo tratto molte idee e suggerimenti. I punti qualificanti della delega sono molti e ora ci impegneremo perché presto arrivino i decreti attuativi».

«In soli due anni da quando ho proposto alla segreteria del mio partito il Servizio civile universale, siamo arrivati a renderlo legge. È il modo migliore per festeggiare i 15 anni della nascita del Servizio civile volontario», ha spiegato con soddisfazione a Vita.it Francesca Bonomo, responsabile Servizio civile e deputata del Pd

Fonte: Vita

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