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Anzaldi: “Azzardo in Rai? Subito un’interrogazione parlamentare”

Durante la partita della nazionale italiana contro la Scozia alcune inquadrature di cartelloni di società di scommesse sollevano dubbi. “Se è stato fatto in buona fede è grave. Se ci fosse malafede sarebbe gravissimo”, osserva il segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi. “Mi chiedo come l’azienda del servizio pubblico, che ha migliaia di dipendenti, non si sia ancora dotata di un ufficio ad hoc per prevenire casi come questo e sul caso sollevato da Vita presenterò a breve una interrogazione parlamentare”.

Durante la partita Italia-Scozia, giocata ieri sera a Malta, la regia della Rai ha indugiato più volte su alcuni cartelloni pubblicitari legati a una società di scommesse. Svista? Coincidenza? Pubblicità occulta? “Meglio vederci chiaro”, diceva Pirandello, “che a forza di far finta di non vedere si finisce per diventare ciechi”.

Il vice Presidente dell’AGICOM Remigio del Grosso ha già sottolineato il proprio sconcerto rimarcando che «i direttori di Raisport e Raiuno avrebbero dovuto accorgersi immediatamente dell’inopportunità delle riprese e staccare esclusivamente sulle azioni di gioco». Si riapre qui un annoso problema, sul quale abbiamo sentito l’onorevole Michele Anzaldi, segretario della Commissione di Vigilanza della Rai.

Onorevole Anzaldi che cosa pensa di questo “affaire”, l’ennesimo che tocca la Rai?
Ne prendo atto e presenterò un’interrogazione parlamentare sul caso. Dobbiamo andare a fondo.

Che cosa c’è di tanto grave?
Come può capire chiunque, basta la negligenza o peggio la cattiva gestione o, peggio ancora, la gestione fatta ad hoc di un operatore o di un regista e una pubblicità che “vale tot” anziché da quelle 5mila, 10mila o 60mila persone che stanno fisicamente allo stadio viene vista da milioni e milioni di spettatori. E il suo “valore” si moltiplica esponenzialmente. Questo, chiaramente, può essere frutto di una svista, di negligenza – e allora dobbiamo trovare gli strumenti affinché sviste e negligenze non si ripresentino più – oppure può essere frutto di una precisa strategia e, allora, dobbiamo intervenire in ben altro modo.

Come?
Oggi gli interessi materiali sono tanti e l’evoluzione tecnica è tale che bisognerebbe creare un ufficio specifico in Rai che vada a controllare che non vi siano pubblicità occulte. Pubblicità occulte che possono essere fatte dall’azienda, dall’operatore, dal regista o, semplicemente, dal conduttore. Se io metto una cravatta con un logo visibile durante un telegiornale, questo messaggio apparentemente neutro raggiunge 10milioni di persone… Insomma, c’è un problema che non è semplicemente sul colore o sul taglio della mia cravatta…

Sull’azzardo il problema è però ancora più grave rispetto a quello delle cravatte…
Chiaramente qui non parliamo nemmeno di normali prodotti di consumo, ma di prodotti molto particolari e potenzialmente esplosivi rispetto alla vita delle persone. Prodotti dove non puoi semplicemente dire “consumane di meno”, magari facendo poi passare il messaggio sottotraccia che ti dice l’esatto contrario. Nel caso specifico, la gravità si moltiplica con un coefficiente altissimo perché non si tratterebbe di semplice pubblicità occulta.,,,

Di che si tratterebbe allora?
Di una pubblicità a Satana. Questo è il punto.

Un’immagine forte, non crede?
Forse troppo debole. Ma almeno si avvicina a rendere l’idea. L’azzardo non è nemmeno “solo business”, ma un business che danneggia la nostra società. Fino a quando vendi prosciutto è una cosa, ma se vendi prosciutto che ti avvelena la cosa è un po’ diversa…

Torniamo alla questione delle riprese durante Italia-Scozia, partita che ricordiamolo si è giocata a Malta…
Dobbiamo capire se c’è pure la frode. Questa cosa può essere stata fatta in buona fede, ed è grave, ma se c’è malafede o frode a danno degli italiani è ancora più grave. Siccome si parla di numeri grossi, di cifre mostruose è una cosa da capire. Si parla di volumi di affari dove tutto è pensabile. Per questa ragione dico che la Rai dovrebbe dotarsi di una struttura o di un ufficio che controlla e monitora questa specifica problematica. Il controllo sarebbe già dissuasione. Se io so che nessuno mi controlla, faccio quello che mi pare. Ma, parlando in termini ipotetici, se capisco che mi gioco la professionalità e persino il mio posto di lavoro per un invito a cena allora ci sto più attento.

Ci sarà sicuramente chi le dirà che rischiamo un nuovo Minculpop o una censura preventiva…
Mi scappa da ridere. Io dico solo che questo è un problema serio e va gestito. Si tratta di un problema annoso, ma oggi è assurdo che non lo si possa gestire con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.

Forse non lo si vuole gestire.
Forse, ma serve comunque un processo di responsabilizzazione collettiva. Io non ho certezze, non dico che le cose stanno così o cosà, dico che questo caso va visionato e bisogna capire se su quel particolare ci si è imbattuti casualmente, se non lo si è notato e se si è indugiato perché si è indugiato. Non ho certezze, faccio domande.

A chi fa domande?
A chi ha altre certezze e conosce, per esempio, che contratto di sponsorizzazione c’è, che rapporti fra riprese e spazi, fra stadio ospitante e Rai, se la Rai era stata informata di quei cartelloni pubblicitari proprio dietro le spalle del ct Conte etc. etc. Chiedo che chi ha queste competenze e certezze valuti i miei dubbi o i dubbi di Vita. Chiediamo che ai nostri dubbi venga data risposta: sono fondati? Sono infondati? Sono esagerazioni? Non lo sono? Non basta una scrollata di spalle e una risatina, bisogna andare a fondo. Chiedo di valutare attentamente la segnalazione fatta da Vita: è infondata o ci hanno beccato, è esagerata oppure no?

Anche noi avanziamo un dubbio, quanto meno, su quelle riprese, non facciamo altro.
Un dubbio infatti può essere argomento o di dibattito o di sanzione. Se non vi sarà sanzione perché il nostro dubbio è esagerato, allora sarà certamente un argomento di dibattito. In ogni caso, quello che risulta in maniera evidente dai vostri articoli è che la norma è invecchiata, la sanzione anche. Se dubbi del genere si ripresentano alla vigilia di ogni Mondiale o Europeo di calcio, allora qualcosa. Avanzo ufficialmente un dubbio e chiedo che mi venga risposta. Se mi diranno: “è tutto a norma, potrà essere pure deprecabile ma è a norma” allora vorrà dire che la norma è invecchiata. Chiedo chiarimenti e presento un’interrogazione parlamentare.

Fonte: Vita

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