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“Servizio civile strumento di inclusione, ora deve diventare europeo”

La nuova legge di riforma del Terzo settore disciplina anche il servizio civile che diventa “universale” e viene ad interessare tutte le ragazze e i ragazzi dai 18 ai 28 anni (anche i cittadini stranieri residenti) che possono chiedere di parteciparvi per un periodo variabile tra gli 8 e i 12 mesi. “Abbiamo voluto inserire il servizio civile universale nelle legge delega – spiega l’On. Luigi Bobba, Sottosegretario al lavoro del governo Renzi in occasione del Forum organizzato dalla redazione di Nuovasocietà sulla riforma del Terzo settore – perché dopo 15 anni dalle legge istitutiva del servizio civile volontario era necessaria un’innovazione. E poi perché gli enti che selezionano, formano e impiegano i ragazzi nel servizio civile sono prevalentemente quelli del Terzo settore. Siamo riusciti a triplicare i giovani in servizio e questo rappresenta un grande investimento sul capitale sociale del Paese”.

Quali le principali novità per incentivare l’adesione dei giovani? 

Di recente abbiamo messo a bando più di 35mila posti con tutte le risorse ora a disposizione e a breve faremo un secondo bando per ulteriori 7.000 posti. In questi due anni abbiamo diversificato la proposta e l’offerta, coinvolgendo nuovi soggetti. Innanzitutto abbiamo inserito il servizio civile come modalità possibile dell’applicazione della misura di Garanzia Giovani: saranno complessivamente 9mila i giovani che hanno fatto il servizio civile nell’ambito di Garanzia Giovani. Una novità importante, perché ha consentito di portare nel servizio civile i giovani neet. Le domande sono sempre state molte di più dei posti disponibili e alla fine chi selezionava prendeva i più bravi, da qui l’idea di destinare una quota proprio ai giovani meno favoriti, utilizzando il servizio civile anche come strumento di inclusione, di accesso e di crescita per quei giovani che hanno meno opportunità. Abbiamo siglato tutta una serie di accordi con vari ministeri (beni culturali, interno, ambiente, agricoltura) e un protocollo con l’ANCI, visto che tra gli enti accreditati un terzo circa sono Comuni. Il piano periferie che il governo ha finanziato con 500 milioni prevede la possibilità di realizzare non solo progetti di tipo urbanistico e infrastrutturale, ma anche di tipo sociale: perché non c’è solo una bruttura urbanistica ma una bruttura sociale ed i giovani possono essere impiegati in attività di rammendo urbano.

Se si è passati dai 16.300 giovani in servizio nel 2013 ai 34.500 del 2015 vuol dire che c’è interesse…

A breve verrà pubblicata una ricerca sui giovani che hanno finito il servizio civile per capire che cosa è accaduto nel 2015. Sono rimasto sorpreso nello scoprire che in questi 15 anni nessuno ha realizzato una qualche attività di monitoraggio sui 350mila giovani che hanno svolto il servizio civile  per capire cosa c’è dentro questo universo di motivazioni, di scelte di esperienze. Eppure in una ricerca del Censis sul servizio civile all’estero, alla domanda se consiglieresti a un amico questo tipo di esperienza il 92% ha risposto di sì. Questo vuol dire che c’è una domanda da parte dei giovani, che guardano al servizio civile come ad un’opportunità di crescita personale e di inserimento.

È stato proposto anche un servizio civile europeo…

Se vogliamo ‘reinventare’ l’Europa come elemento costruttivo di una cultura di dialogo, pace e solidarietà, allora il servizio civile può diventare il modo di vivere questa radice antica attraverso un’esperienza concreta che forse vale più di mille trattati. Non è un caso se il sentimento europeista resiste tra i giovani mentre cale nelle generazioni più adulte. Per questo abbiamo presentato il progetto Odysseus per dare vita ad un servizio civile europeo che abbia una base non più esclusivamente nazionale. Con la Francia abbiamo siglato un protocollo per un servizio civile binazionale, sei mesi in Francia e sei in Italia, attraverso città gemellate e associazioni che hanno forme di partnership e presto ci sarà il bando. Con Francia e Inghilterra abbiamo varato un progetto pilota per consentire ad alcuni giovani di fare il servizio civile all’estero: solo 50 posti a disposizione e le richieste sono state 700. Quindi c’è un potenziale interessante ed occorre costruire esperienze positive e qualificate.

Fonte: NuovaSocietà

 

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