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Se diventassi disabile anche io? “Così si può provare a cambiare il mondo”

Provate a immaginarvi disabili: come cambierebbe la vostra vita? Filippo Follis, imprenditore tetraplegico e direttore della testata web “Disabili DOC”, sollecita a costruire un mondo a misura di tutti. “Se ingegneri, designer, progettisti si porranno la domanda, vi sarà un cambiamento che porterà a pensare soluzioni più fruibili da tutti”

ROMA – “Potete scegliere di non far uso di droghe, potete scegliere di non affiliarvi ad un clan mafioso, potete tutelarvi da un’infinità di eventi. Non potrete scegliere di non diventare disabili, per una patologia che vi portate dietro o per un incidente o, semplicemente, per una vecchiaia più sfortunata di altre”. Detta così, a freddo, suona come una maledizione e, invece, è il punto di partenza adottato da Carlo Filippo Follis, imprenditore tetraplegico di Ivrea e direttore della testata web “Disabili DOC“, per sollecitare chiunque a costruire un mondo a misura di tutti, persone con disabilità comprese.

Nel 1986, a 23 anni, Follis, disabile e testardo dalla nascita, crea il marchio “Norisberghen”: dal negozietto di Chivasso, in provincia di Torino, produce e vende in tutto il mondo trenini in edizioni limitate; il modellismo ferroviario, del resto, è la sua passione, oltre al computer e all’informatica.
Un anno fa, dopo una serie di attività nell’e-commerce, decide di fondare “Disabili DOC” che vuole essere la “D-Voce”, cioè il pensiero di chi vive oggi la disabilità, e anche una “polizza culturale” per tutti quelli che, in qualsiasi momento, potrebbero diventare membri del “Club Disabilitè”.

C’è molta ironia e senso pratico in quest’uomo che scrive tenendo un pennarello fra i denti, dice di volersi rivolgere “al popolo di normaloidi” e che guarda la disabilità dalla prospettiva dell’imprenditore: “Fino a quando l’industria e il terziario non vedranno nel nostro mondo, il D-Mondo, un’opportunità di investimento, noi disabili non potremo mai fruire di una offerta completa, come invece accade a chi disabile non è “.

In realtà, “Disabili Doc” ancora non ha spiccato il volo, non ha oltrepassato la soglia degli “addetti ai lavori”, ma Follis non si arrende, anzi rilancia con la nuova iniziativa “Se diventassi Disabile anche io?partita proprio in queste settimane. L’idea è semplice, ma non affatto scontata: “Provate a immaginarvi disabili. Inviateci le vostre storie rispondendo alla domanda ‘Se diventassi Disabile anch’io?’. Come cambierebbe la vostra vita?

Non si tratta di collezionare fantasie, Follis vuole far emergere delle linee guida per un mondo che risponda alle esigenze di tutti. Prendiamo come esempio un oggetto sempre più comune, il tablet: “Sono un disabile distonico, in altre parole un costante tremolio mi porta a non controllare bene i movimenti. Io adoro i tablet ma, al momento, potrei usarlo come spessore da mettere sotto una delle gambe del tavolo che traballa”.
“Se ingegneri, designer, progettisti vari e tutti coloro che sono in grado di determinare l’evoluzione di prodotti e servizi si porranno questa nostra domanda, sicuramente vi sarà un cambiamento che porterà a pensare a oggetti e soluzioni più fruibili da tutti”, conclude Follis.

I primi racconti sono già arrivati: dal blogger Francesco Ambrosino, che facendo una vita sedentaria ha pensato che un’eventuale disabilità motoria non lo stravolgesse più di tanto, ma ha concluso “in modo molto sincero e vigliacco, che no, non ce la farebbe”, alla conduttrice radiofonica e scrittrice Dora Milacci. Per diffondere l’iniziativa  c’è anche l’hashtag #SeDiventassiDisabileAncheIo.

Fonte: RedattoreSociale

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