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Frontex addio. Arriva la Guardia Costiera Europea

All’incontro di Ventotene tra Merkel, Holland e Renzi, sulla portaerei Garibaldi, è arrivato il via libera al progetto che prevede la creazione di una Guardia Costiera Europea

All’incontro di Ventotene tra Merkel, Holland e Renzi, sulla portaerei Garibaldi, è arrivato il via libera al progetto che prevede la creazione di una Guardia Costiera Europea.

Un piano che aveva già visto l’approvazione, con ben 483 voti a favore, del Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo qualche mese fa, ma che, in stand-by, attendeva il via libera dei Capi di Stato continentali. La creazione di una Guardia Costiera e di frontiera è forse il timido segnale di un cambio di approccio dell’Unione Europea alla questione immigrazione e alla difesa delle frontiere esterne.

Il nuovo sistema europeo di controllo delle frontiere assorbirà l’agenzia comunitaria Frontex, oltre alle varie agenzie nazionali di controllo delle frontiere. La gestione ordinaria dei confini marittimi rimarrà nelle mani delle autorità nazionali che, tuttavia, in casi straordinari o di emergenza potranno chiedere l’intervento della nuova Guardia Costiera Europea che procederà con l’immediato dislocamento delle sue squadre d’intervento.

I casi di intervento previsti sono due:

1) Su richiesta di uno stato membro: autorità nazionali ed europee collaborano per la predisposizione di un piano di intervento comune

2) Su richiesta della Commissione: nel caso in cui uno stato membro non rispetti le misure predisposte dalla nuova agenzia o la pressione migratoria mini il funzionamento dell’area Schengen, la Commissione può richiedere al Consiglio l’intervento di squadre dell’autorità europea

Se uno stato rifiutasse la decisione del Consiglio, gli altri stati sono autorizzati a ripristinare i controlli alle frontiere interne.

Inoltre, verranno rafforzati i poteri in materia di rimpatrio, con un ruolo che supera quello previsto per Frontex. Viene istituito anche l’ufficio europeo dei rimpatri per gli immigrati irregolari che dispiegherà esperti, personale di scorta e sorveglianza per facilitare i rimpatri.

Il nuovo corpo potrà contare su una forza di azione rapida di circa 1500 guardie nominate dagli stati membri. L’Italia al momento contribuirà con circa 125 guardie.

L’istituzione di una Guardia Costiera Europea è il primo serio tentativo di creare un corpo continentale dopo molti anni ed è un segnale che qualcosa in Europa sul tema immigrazione sta cambiando realmente, o almeno sta cambiando l’approccio al problema che inizia a essere visto come “comune” a tutti gli stati membri e non solo agli stati periferici, che hanno dovuto fronteggiare finora con le proprie forze i flussi migratori.

La scheda della nuova struttura

Operazioni di rimpatrio
L’Agenzia avrà un ruolo maggiore rispetto a quello odierno dell’agenzia Frontex nel rimpatrio dei migranti verso il loro Paese di origine, ma solo quando l’esecuzione di decisioni che sono già state adottate dalle autorità nazionali e le disposizioni per il rimpatrio saranno state ulteriormente rafforzate da garanzie sui diritti fondamentali. L’Agenzia non si occuperà del rimpatrio tra Paesi non-UE.

Squadre di guardie e dotazione di attrezzature tecniche
L’Agenzia non disporrà di guardie di frontiera proprie, ma potrà contare su una riserva di reazione rapida formata da 1.500 guardie di frontiera nominate dagli Stati membri.
I deputati si sono assicurati che le squadre di guardie di frontiera della riserva di reazione rapida saranno dotate dell’attrezzatura necessaria, con l’inserimento di una norma che renda disponibile l’attrezzatura entro 10 giorni dall’approvazione del piano operativo.

Responsabilità e informazione
L’Agenzia sarà responsabile nei confronti del Parlamento europeo e del Consiglio. Il Parlamento sarà informato tramite relazioni regolari e l’accesso alle informazioni per i deputati.

Cooperazione con altre agenzie
I mandati dell’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) e dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) saranno allineati con quella dell’Agenzia di guardia delle frontiere, in modo da consentire a tutte e tre le agenzie di coordinare le loro operazioni in mare e condividere le informazioni.
Avranno il potere di sostenere le autorità nazionali che svolgono compiti di guardia costiera a livello nazionale e comunitario e, se del caso, a livello internazionale.

Prossime tappe
Il testo votato dal Parlamento europeo sarà inviato al Consiglio per approvazione. La legislazione dovrebbe entrare in vigore in autunno.

Fonte: Vita

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