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Se la rinascita del singolo parte dalla comunità

Nei territori di Crema e Cremona, chi è in difficoltà viene aiutato stipulando dei patti che permettono alle persone di restituire alla comunità il sostegno che si è ricevuto nel momento di crisi

Sostenere i cittadini nei momenti di difficoltà, attraverso lo sviluppo di relazioni più salde con la propriacomunità. E’ questa la scommessa dei Patti Generativi, nati nell’ambito di Fare Legami, il progetto sviluppato sui territori di Crema e Cremona, vincitore del Bando Cariplo sul welfare di comunità. “L’idea è quella di offrire un supporto alle persone che fino ad ora non hanno mai avuto bisogno dei servizi sociali”, spiega Annalisa Mazzoleni, assistente sociale responsabile dell’iniziativa. “Per ognuno viene messo a disposizione un budget massimo di 2mila euro, grazie al quale viene strutturata una risposta alle difficoltà specifiche, a livello economico ma anche relazionale.”

Emblematico il caso di Sara, una casalinga di trent’anni che, dopo essersi sposata ed essere diventata mamma molto giovane ha capito di voler diventare cuoca. “Il patto le ha permesso di frequentare un corso per sperimentare se il suo interesse fosse reale e testare la sua determinazione. Oltre alla retta, sono state coperte anche le spese di babysitteraggio, di trasporto e di supporto psicologico e orientamento previste da questo strumento”, spiega Annalisa Mazzoleni. In cambio Sara si è offerta di ricambiare il sostegno della comunità, diventando mediatrice linguistica in un corso di alfabetizzazione per donne straniere. “La cosa interessante”, continua Mazzoleni, “è che i Patti permettono di lavorare non solo sui punti di debolezza ma anche e soprattutto sulle capacità della persona, tanto che chi viene coinvolto si impegna a mettere le proprie competenze a servizio degli altri a titolo volontario.”

Ad un anno dal lancio, i Patti Generativi hanno visto protagoniste diverse persone ancora giovani, per cui il problema principale non era rappresentato dall’aspetto economico ma invece dalla mancanza di una rete di supporto relazionale. “Aiutare queste persone è fondamentale perché la solitudine può facilmente portare alla perdita dell’equilibrio e addirittura alla depressione. Si tratta di uno strumento di prevenzione importantissimo. I patti partono dal presupposto che la comunità si curi da sé e ciò che abbiamo visto in questo primo anno, ci fa davvero pensare che questo sia possibile.”

Fonte: Vita

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