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Donatori, 5 milioni in meno in 10 anni

In occasione della premiazione dei progetti vincitori del bando del Giorno del dono 2016 indetto dall’Istituto Italiano della Donazione – consegnati questa mattina a Roma nella sede di rappresentanza del Banco Popolare – si è aperta una riflessione sullo stato di salute del Terzo settore, tra rappresentazione e realtà. “Fotografando l’attenzione al tema della donazione nell’informazione televisiva lungo tutto un anno – ha spiegato Giovanni Sarani dell’Osservatorio di Pavia – è facile notare come nei telegiornali il tema del dono diventi notiziabile solo quando è trainato da news su questioni sociali più ampie, come emergenze umanitarie, immigrazione e povertà, fatti di cronaca, scienza e salute. Inoltre in 2 casi su 5 si è parlato di dono in occasione di campagne sociali mediatiche e maratone televisive, a seguire ogni qual volta un testimonial conosciuto dal grande pubblico fosse coinvolto”.

“Dall’indagine dell’Osservatorio di Pavia – commenta Edoardo Patriarca, Presidente Iid – si evince come in Italia vi sia la tendenza a mostrare prevalentemente notizie di carattere negativo con toni allarmisti, toni che diventano una costante nei racconti relativi a fenomeni che sembrano sfuggire al controllo dell’uomo, tanto per mancanza di volontà o di capacità, quanto per obiettiva impotenza, come nel caso dei terremoti e di altre catastrofi naturali. Queste scelte non contribuiscono a creare una cultura della donazione condivisa e non fanno bene alle donazioni: il Giorno del Dono nasce anche per invertire questa tendenza”.

Paolo Anselmi, vice presidente Gfk Eurisko, sottolinea il calo di 5 milioni di donatori in 10 anni, “flessione parzialmente compensata dalla tenuta dei forti donatori, segno che la crisi ha colpito soprattutto i piccoli, in particolare i giovani, al punto che la donazione media tende a crescere”. L’obiettivo per le associazioni, spiega Anselmi, deve essere di stabilizzare il comportamento di donazioni al di là delle emergenze, valorizzando anche le piccole donazioni e, in particolare, i giovani.

“L’Istituto italiano della donazione svolge periodicamente un’indagine dedicata agli indici di efficienza economica dei propri associati – continua Patriarca –. Questa ricerca ci mostra come i soci dell’Istituto dedichino alla propria missione ben l’80 per cento delle proprie risorse e, in media, spendano solo 20 centesimi per raccogliere un euro. Non va però dimenticato che ci sono importati differenze tra singole realtà. Dall’indagine emerge chiaramente che le raccolte fondi più efficienti sono quelle realizzate da organizzazioni con più esperienza e che possono permettersi un investimento per potenziarne e innovarne le modalità. La raccolta fondi è un’attività di relazione da curare ogni giorno, anche alla luce del fatto che i privati si confermano fonte di finanziamento principale”.

Fonte: Redattore sociale

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