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FISCO: Ecco le novità in calendario per il 2017

Tra qualche settimana inizieremo a fare i conti, in tutti i sensi, con il nuovo calendario fiscale 2017: ecco in breve una panoramica sulle principali scadenze del fisco per il prossimo anno, per prepararsi (almeno mentalmente) nel miglior modo possibile.

Parafrasando “Il Gattopardo”, cambia tutto ma non cambia nulla: per il 2017 ci dovremo preparare a un calendario fiscale nuovo di zecca, ma in realtà le cose non saranno tanto differenti, per i contribuenti. Le tante novità, infatti, cambiano solo aspetto e tempistica delle spese e dei tributi da versare, ma come rivela anche un recente articolo del Sole 24 Ore il rischio ingorgo non è eliminato. Ovviamente, il primo consiglio utile è di verificare che tutti i documenti e le dichiarazioni siano in regola, e che siano corrette anche le informazioni anagrafiche, a cominciare – come ci ricorda il portale guidafisco.it – dalle indicazioni di domicilio fiscale e codice fiscale o partita Iva.

Addio tax day a giugno. Il principale intervento riguarda l’eliminazione del tax day del 16 giugno, con la scorporazione dei pagamenti della prima rata di Imu e Tasi (che resterà fissa a metà giugno) da quelli relativi alla prima rata dell’acconto di Irpef, Ires e Irap, oltre che delle imposte a esse allineate, come la cedolare sugli affitti e le sostitutive pagate da minimi e forfettari. In questo modo, nelle intenzioni si allevia la pressione su famiglie e imprese, anche perché bisogna ricordare la possibilità di procrastinare il pagamento al 30 luglio pagando lo 0,4%, e anche sugli studi professionali, che non dovrebbero più rischiare l’ingolfamento.

Partite Iva, cambia lo spesometro. Se qui si va verso una semplificazione, o comunque verso un alleggerimento delle date, con le Partite Iva invece la situazione appare diversa: innanzitutto, come noto andrà in pensione il vecchio spesometro, sostituito da un nuovo sistema relativo alle fatture inviate ed emesse che ora sarà su base trimestrale, così come ogni tre mesi dovranno essere inviare le comunicazioni sulle liquidazioni Iva. Secondo i principi ispiratori della manovra, questo dovrebbe consentire di ridurre la distanza temporale tra dichiarazione e versamenti, fungendo da rimedio anti-evasione per  riscontrare al più presto il tax gap tra dovuto e pagato; dal punto di vista dei contribuenti, però, l’effetto sembra piuttosto quello contrario, ovvero di moltiplicazione degli adempimenti e delle scadenze.

I nuovi termini per l’Iva. In dettaglio, nel sistema delle nuove mini dichiarazioni Iva, così come da modifiche apportate al Decreto Legge 193/2016 in sede di conversione, il secondo trimestre non ha più scadenza il 31 agosto, ma il 16 settembre; e per il primo anno di applicazione lo spesometro non sarà su base trimestrale, ma semestrale, con una prima scadenza fissata al 25 luglio 2017 per la prima parte dell’anno; inoltre. cambia sia il regime sanzionatorio che i termini entro i quali è possibile fruire di riduzione delle sanzioni. È il 28 febbraio 2017 la data ultima di presentazione della dichiarazione Iva annuale relativa al 2016, mentre è stato già annunciato che dalla prossima dichiarazione Iva annuale relativa al 2017 il termine sarà spostato al 30 aprile.

L’ingorgo a fine luglio. Oltre a questa dell’Iva, sono ben quattro le scadenze che si concentrano a fine luglio, che è l’ultima “tappa” prima della sospensione estiva (confermata anche nel 2017, in cui la sospensione è stata fissata dal 1 agosto al 4 settembre): il 24 luglio c’è l’appuntamento con la chiusura della campagna del 730, e a seguire il termine finale per l’inoltro delle istanze della nuova voluntary disclosure e la trasmissione del modello 770 dei sostituti d’imposta (a meno di proroghe, frequenti già negli anni passati). In realtà, la scadenza della dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti modello 730 è fissata al 23 luglio, che però nel 2017 cadrà di domenica, provocando lo slittamento al lunedì successivo; il nuovo termine varrà anche per professionisti abilitati e Caf, purché gli stessi abbiano già effettuato la trasmissione di almeno l’80% delle dichiarazioni entro il precedente 7 luglio.

Fonte: Lente pubblica

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