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E-commerce: breve guida ai principali adempimenti fiscali

Il commercio elettronico (e-commerce) consiste nell’acquisto di beni o servizi tramite Internet: ecco una guida ai principali adempimenti fiscali previsti

Negli ultimi anni sempre più aziende hanno scelto di utilizzare l’e-commerce per gli indubbi vantaggi che ne derivano quali ad esempio:

  • riduzione dei costi legata alla gestione di spazi virtuali e non più fisici,
  • facilità di contatto con potenziali clienti anche molto distanti geograficamente,
  • maggiore visibilità del proprio marchio sul web rispetto ad altre forme pubblicitarie.

Il commercio elettronico può prevedere la cessione di beni materiali o immateriali con modalità telematiche che consentono il pagamento degli importi e l’esecuzione dell’ordine, ovvero il download dei contenuti acquistati (testi, immagini, filmati, brani musicali, software).

Adempimenti amministrativi per l’inizio attività di commercio elettronico diretto ed indiretto

Per poter operare nel commercio elettronico è necessario effettuare preventiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate mediante presentazione del modello AA7 compilando lo specifico riquadro “Attività di Commercio elettronico” e indicando:

  1. indirizzo del sito Web, barrare la casella “proprio” nel caso si sia titolari di uno sito web autonomo. Barrare la casella “ospitante” nel caso ci si serva di un sito di terzi;
  2. Internet Service Provider: indicare il soggetto che fornisce accesso e spazio sulla rete Internet.

L’ulteriore casella “Cessazione attività di Commercio Elettronico” dovrà essere selezionata quando il contribuente cesserà l’attività di e-commerce continuando comunque ad esercitare attività rilevanti ai fini IVA.

Obblighi informativi per poter operare nel commercio elettronico

Sulla base delle disposizioni normative ad oggi vigenti chi opera con il commercio elettronico deve rendere facilmente accessibili sul proprio sito web, in modo diretto e permanente le seguenti informazioni generali:

  • il nome, la denominazione o la ragione sociale;
  • il domicilio o la sede legale;
  • gli estremi che permettono di contattare il prestatore e di comunicare direttamente con lo stesso, compreso l’indirizzo di posta elettronica;
  • il numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA al registro delle imprese;
  • gli elementi di individuazione nonché gli estremi della competente Autorità di vigilanza qualora un’attività sia soggetta a concessione, licenza o autorizzazione;
  • il numero della partita IVA;
  • l’indicazione in modo chiaro ed inequivocabile dei prezzi e delle tariffe.
    Tutte le informazioni sopra elencate devono essere obbligatoriamente aggiornate ad opera del prestatore.

Distinzione tra commercio elettronico diretto e indiretto

Si distinguono due tipologie di commercio elettronico:

1) il commercio elettronico indiretto: si riferisce alla cessione “fisica” di beni materiali, la “rete” facilita la conclusione del contratto e consente il pagamento del corrispettivo. Il bene viene recapitato usando le vie tradizionali (tipicamente vettori ovvero spedizionieri); ai fini fiscali tali cessioni si qualificano come cessioni di beni; Per tali fattispecie non è obbligatoria l’emissione della fattura, a meno che non sia richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.

2) il commercio elettronico diretto: consiste nella cessione elettronica di beni virtuali o di servizi quali siti web, programmi, immagini, testi, informazioni, accesso a banche dati, fornitura di musica, film e giochi. Ai fini fiscali tali operazioni costituiscono prestazioni di servizi (Direttiva 2006/112/CE e RM n. 274/E del 3 luglio 2008). Per tali operazioni sussiste sempre l’obbligo di emissione della fattura.

Fonte: Donna in affari

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