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Il comune di Roma chiede ai volontari di anticipare anche le spese

I coordinamenti regionali lanciano l’allarme: «a rischio la risposta in caso di calamità» e chiedono un incontro con la Sindaca Raggi

«Il Comune di Roma non ha i soldi per la Protezione civile,  e li chiede ai volontari». Così cinque coordinamenti regionali della Protezione civile hanno titolato una nota scritta a margine della firma della nuova convenzione tra il Comune di Roma e le associazioni di protezione civile della Capitale. Una convenzione scaduta il 31 dicembre e il cui rinnovo è stato chiesto a più riprese dagli stessi Coordinamenti, che non si aspettavano però delle condizioni così dure. A causa delle problematiche di bilancio, si legge nella nota,  «la soluzione trovata dal Comune è vergognosa ed è quella di imporre ai volontari l’anticipo delle spese per le attività di protezione civile del 2017 e parte del 2018».

I rimborsi previsti ad aprile 2018

La Convenzione, firmata dai Coordinamenti  per non lasciare Roma e i concittadini all’ennesimo abbandono», prevede che il Comune di Roma rimborsi le associazioni del 40% delle spese previste a giugno 2017 e del restante 60% ad aprile 2018. Si parla di 592mila euro totali per 66 associazioni, tra i cinque e i quindicimila euro ad associazione.

« Anche altri anni anticipavamo delle spese», ha detto Cristiano Bartolomei, Presidente del Coordinamento Regionale Prociv e portavoce dei cinque coordinamenti, « ma c’erano più finestre di rimborso, era più gestibile. Ora dovremo anticipare le spese per un anno. Il nostro è un volontariato particolare, non basta la disponibilità a farlo gratis, ci sono delle spese non indifferenti legate agli indumenti di protezione individuale, alla manutenzione dei mezzi, al carburante. Siamo da sempre disposti ad autotassarci, ma così diventa  insostenibile».

Non è difficile immaginare che, con la mancanza di fondi e la necessità di anticipare di tasca propria le spese ordinarie e straordinarie, a risentirne possa essere la qualità dell’intervento delle associazioni e anche la sicurezza dei volontari. Dovendo anticipare i soldi di tasca propria, oltre al fatto di offrire il proprio tempo e il proprio servizio gratis, i volontari e le associazioni difficilmente saranno in grado di investire soldi in attrezzature più sofisticate e probabilmente ritarderanno il più possibile spese ingenti come ad esempio il cambio delle gomme dei pick-up o altre manutenzioni costose.

«Non tutte le associazioni possono farcela, rischiamo di arrivare a agosto con molte che non avranno soldi da anticipare, con il rischio di intaccare la risposta alle calamità», ha avvertito Bartolomei. «Se questo dovesse accadere, non si potrà poi accusare il mondo del volontariato e qualcuno dovrà assumersene le responsabilità ».

La richiesta di un incontro con la sindaca Raggi

Oltre all’allarme lanciato riguardo la convenzione, i coordinamenti chiedono al più presto un incontro con la Sindaca Virginia Raggi.

«È lei la prima autorità di protezione civile, è il nostro capo»,  dice Bartolomei.  «Vogliamo capire cosa voglia fare con le associazioni di protezione civile, vogliamo che si creino le condizioni per una programmazione congiunta e concreta delle attività. Ogni cambio Giunta si riparte da zero, con l’ex Direttore Cristina D’Angelo ci vedevamo però riconosciuto un ruolo di interlocutore importante, c’era discussione e apertura. Oggi questo non c’è, e non per responsabilità del direttore Diego Porta (Direttore dei Vigili Urbani e ad interim, della Protezione civile), ma per una mancanza di considerazione da parte della Giunta».

Oltre alla Convenzione, gli attriti tra le associazioni di volontariato di protezione civile e la Giunta Raggi vengono dalle diverse richieste di sfratto inoltrate alle associazioni dal Comune o dai Municipi, sempre governati dal Movimento 5 Stelle. Un problema, quello degli sfratti, che sta investendo con forza il mondo dell’associazionismo romano e di cui abbiamo parlato in diversi articoli qui su Reti Solidali. Anche su questo tema, il Presidente di Prociv Lazio Cristiano Bartolomei chiede maggior programmazione e concertazione. «Le associazioni di protezione civile hanno bisogno delle sedi per facilitarne i servizi, per avere un posto dove far cambiare i volontari, dove mettere le attrezzature, non le chiediamo perché ci dobbiamo fare delle feste. E la soluzione non è il bando, sfrattare un’associazione per ospitarne un’altra. Il Comune deve dirci se ha intenzione di salvaguardare il lavoro e il servizio offerto dai volontari della Protezione Civile e per farlo è necessario un incontro e un tavolo di discussione e programmazione congiunto».

I Coordinamenti delle associazioni di Protezione Civile hanno già annunciato che oltre agli approfondimenti legali di merito e di forma di questa convenzione, si organizzeranno manifestazioni di protesta con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato e di comitati di cittadini.

di Christian Cibba su Reti Solidali

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