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Servizio civile universale, il decreto in Gazzetta

Soddisfatto il sottosegretario Luigi Bobba: «“Stiamo raccogliendo i primi frutti del lavoro avviato all’indomani dell’emanazione della legge delega di riforma del Terzo settore, dall’impresa sociale e del Servizio civile. Con questo primo decreto delegato intendiamo favorire e sostenere le occasioni di impegno volontario e civico dei giovani nel mondo associativo e nelle istituzioni locali»

Come anticipato da Vita.it con la pubblicazione (che, ad onor del vero, si è fatta attendere più dell’usuale: la firma del presidente della Repubblica risale al 6 marzo) del decreto legislativo in Gazzetta Ufficiale di ieri, parte “ufficialmente” l’era del nuovo servizio civile universale. Si tratta del primo provvedimento agganciato alla delega di riforma del Terzo settore che conclude in via definitiva l’Iter. “Esprimo tutta la mia soddisfazione per la conclusione di questo percorso con il quale nasce il Servizio civile universale” è il commento Luigi Bobba, sottosegretario al lavoro con delega al provvedimento, che entrerà in vigore il 18 aprile.

“Stiamo raccogliendo i primi frutti del lavoro avviato all’indomani dell’emanazione della legge delega di riforma del Terzo settore, dall’impresa sociale e del Servizio civile. Con questo primo decreto delegato -continua Bobba- intendiamo favorire e sostenere le occasioni di impegno volontario e civico dei giovani nel mondo associativo e nelle istituzioni locali. Un’occasione di formazione personale all’impegno civico, nonché un’opportunità di conseguire nuove competenze in vista di una successiva attività lavorativa”. Poiché i nuovi progetti potranno prevedere fino a tre mesi di servizio in un altro Paese dell’Unione Europea, ricalcando l’onda dell’iniziativa del Corpo Europeo di Solidarietà lanciata dalla Commissione europea, per i ragazzi e per le ragazze si apre così la prospettiva di un Erasmus del Servizio civile“.

“Inoltre -aggiunge Bobba- il previsto rilascio di un’attestazione finale per i giovani contribuisce alla crescita di consapevolezza delle proprie capacità e competenze, comprese quelle trasversali, nonché a rendere spendibile l’esperienza maturata: il periodo di Servizio civile effettivamente prestato potrà infatti essere valutato nei pubblici concorsi e potrà consentire l’acquisizione di eventuali crediti formativi per gli studenti universitari”.

L’ampliamento del numero di giovani che potranno svolgere Servizio civile nel 2017, circa 50mila , favorirà l’accesso a questa esperienza anche dei giovani meno favoriti

“Da ultimo -conclude il sottosegretario- l’ampliamento del numero di giovani che potranno svolgere Servizio civile nel 2017, circa 50mila , favorirà l’accesso a questa esperienza anche dei giovani meno favoriti. E per loro, come dimostra la ricerca svolta da INAPP, il Servizio civile potrà diventare anche la via per trovare un lavoro”.

di Stefano Arduini su VITA

 

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