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Un’Italia sfiduciata, ma che continua ad impegnarsi

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival Italiano del Volontariato, presentati i risultati di un’indagine sugli italiani e il volontariato. L’11,3% afferma di svolgere attività di volontariato quotidianamente o saltuariamente; la maggioranza degli intervistati si fida poco della solidarietà

Nel corso della conferenza stampa di presentazione a Roma del Festival Italiano del Volontariato, organizzato a Lucca dal Centro nazionale per il volontariato e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, Valentina Signorello di CSA (Centro statistica aziendale) ha presentato i risultati di un’indagine sugli italiani e il volontariato realizzata in collaborazione con la Fondazione Volontariato e Partecipazione. L’indagine è stata condotta sul un panel che accoglie al suo interno più di 2.000 famiglie, rappresentative della popolazione italiana, con un campione di oltre 4.000 rispondenti.

I dati. Rispetto al volontariato degli italiani, i dati CSA – FVP confermano una tenuta dell’impegno misurato in precedenti indagini: l’11,3% afferma di svolgere attività di volontariato quotidianamente (2,4%) o saltuariamente (8,9%), mentre il 77,1% non ha mai svolto tali attività. Il 36% dei rispondenti positivamente afferma di fare volontariato essendo iscritto ad un’associazione, mentre il 58,6% definisce il suo volontariato privo di adesione ad associazioni (individuale) e il 5,4% risponde di impegnarsi in entrambe le modalità.

La fiducia nel volontariato e nelle donazioni. La rilevazione ha indagato anche il grado d fiducia dei cittadini nei confronti del volontariato e delle donazioni benefiche. Il 63,8% degli italiani non ha mai partecipato all’attività delle associazioni, nemmeno attraverso un minimo sostegno economico. Il 36,2 invece le sostiene o le ha sostenute. E lo ha fatto in maggioritariamente tramite donazioni in determinate occasioni o ricorrenze (68,1%), gli sms solidali (39,2%), l’acquisto di gadget, regali o bomboniere (23,7%), donazioni mensili ricorrenti con addebito su conto corrente (15,1%) o donazioni online o tramite social media (8%).

Ma la maggioranza degli italiani si fida poco della solidarietà: più della metà (52%) ritiene che i soldi delle donazione benefiche vengano raramente utilizzate secondo i fini dichiarati e il 15,7% sostiene che questo non accada mai.
Quasi metà degli italiani, il 44% crede che i soldi donati per il terremoto non siano stati usati correttamente, ignorando che tali donazioni, come ricordato a più riprese dalla Protezione Civile, serviranno per la ricostruzione e non per l’emergenza, coperta dallo Stato. Fare volontariato aumenta invece la fiducia: due italiani su tre che fanno volontariato sono convinti che i soldi delle donazioni vadano a buon fine e più della metà dei volontari ha fiducia nell’utilizzo dei fondi per il terremoto.

La ricerca CSA/FVP ha indagato anche la percezione degli italiani rispetto alle categorie sociali che necessitano prioritariamente di aiuto: in cima alla classifica (la risposta era multipla in ordine di priorità) si piazzano i poveri e nuovi poveri (è la priorità per il 76,5%), poi i disabili (43,2%), gli animali (17,6%), immigrati (13,3%), carcerati (4,9%) e i terremotati (1,6%).

Da Redattore Sociale

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