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“Family hub”, il contrasto alla povertà educativa passa dall’aiuto ai genitori

Uno sportello di ascolto, incontri di sostegno alla genitorialità, laboratori a tema per genitori e bambini, famiglie tutor. Il progetto è attivo da gennaio a Firenze e Scandicci ed è tra quelli selezionati per la seconda fase del Bando Prima infanzia 2016

Promuovere l’accesso ai servizi per l’infanzia. Sostenere la cultura dell’accoglienza. Sperimentare un nuovo modello di partecipazione. Sono gli obiettivi di “Family hub, progetto di contrasto alla povertà educativa rivolto alle famiglie in situazioni di fragilità sociale ed economica, in particolare a quelle di origine straniera, promosso da Gruppo cooperativo Cgm, il consorzio Co&So in collaborazione con la cooperativa L’Abbaino, il Comune di Firenze (direzione Istruzione), l’Università degli studi di Firenze, Oxfam, l’associazione Nosotras grazie al sostegno delle Fondazioni Compagnia di San Paolo, Fondazione con il Sud e Fondazione Cariplo (attraverso il bando “Infanzia, prima”). Il progetto ha anche partecipato al Bando Prima infanzia contro la povertà educativa dell’impresa sociale “Con i bambini” che mette a disposizione 69 milioni di euro su tutto il territorio nazionale ed è uno di quelli selezionati per la seconda fase. “Questa seconda proposta è in continuità con la precedente, l’obiettivo è favorire l’accesso ai servizi all’infanzia – spiega Costanza Bartoli della cooperativa L’Abbaino – attraverso uno sportello di ascolto per l’orientamento ai servizi, incontri di sostegno alla genitorialità, laboratori a tema e l’attivazione di famiglie tutor che si prendono cura di quelle più fragili”.

Da gennaio sono attivi gli sportelli di ascolto presso i Centri per l’infanzia di Firenze e di Scandicci per orientare e informare le famiglie, sono stati organizzati percorsi di sostegno alla genitorialità, gruppi di incontro per donne in gravidanza e neomamme, incontri e laboratori a tema per genitori e bambini, corsi di massaggio infantile, spazi di incontro. “Le famiglie in difficoltà possono trovare il sostegno di una rete di famiglie tutor che si prendono cura di loro e le accompagnano in un percorso di crescita”, spiegano i promotori. Inoltre, sono previsti percorsi di formazione sul tema media education e l’installazione di bacheche touch screen, per superare le barriere linguistiche nella comunicazione con le famiglie. “Alla base del progetto c’è l’idea della famiglia come protagonista attiva nella costruzione di processi di welfare: per questo ci siamo messi in rete portando sensibilità diverse a sostegno di un progetto che promuova il coinvolgimento di famiglie e bambini”.

da Redattore Sociale

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